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M87, una ellittica gigante ‘mangia galassie’

I punti rossi e verdi indicano la posizione delle nebulose planetarie il cui moto ha rivelato che Messier 87 è stata colpita recentemente da un’altra galassia, più piccola, che ora si è completamente fusa al suo interno. Gli oggetti in rosso si allontanano da noi, mentre quelli verdi si muovono verso di noi, rispetto alla galassia presa nel suo insieme. Credit: A. Longobardi (Max-Planck-Institut für extraterrestrische Physik)/C. Mihos (Case Western Reserve University)/ESO

Nuove osservazioni con il VLT (Very Large Telescope) dell’ESO hanno permesso di rivelare che la galassia ellittica gigante Messier 87 o Virgo A ha “assorbito” un’intera galassia di medie dimensioni negli ultimi miliardi di anni. Per la prima volta un gruppo di astronomi ha potuto seguire il moto di 300 nebulose planetarie per scovare una chiara evidenza di questo evento, trovando un eccesso di luminosità dovuto ai resti di questa “vittima galattica”. Continua a leggere M87, una ellittica gigante ‘mangia galassie’

La formazione stellare nelle galassie attive

La radiosorgente brillante 3C 219. L’oggetto al centro dell’immagine (color blu) è il suo nucleo attivo che viene alimentato dall’attività del buco nero supermassiccio. In rosso è mostrata l’emissione radio estesa. Le osservazioni in banda infrarossa di un campione completo di oggetti simili, che hanno un’età di circa 7 miliardi di anni, indicano che l’attività nucleare domina la luminosità della galassia, sebbene la formazione stellare sia attiva. Credit: NRAO and Parijskij et al.

Un gruppo di astronomi del Center for Astrophysics (CfA) di Harvard, ha utilizzato il telescopio spaziale Herschel per analizzare l’emissione infrarossa di 64 sorgenti radio/X brillanti che hanno un nucleo attivo e una massa stellare pari a più di 100 miliardi di masse solari. Lo scopo era quello di determinare quanta luminosità osservata in queste galassie è dovuta all’attività del nucleo attivo rispetto a quella causata dai processi di formazione stellare. La radiazione infrarossa è emessa dalla polvere che viene riscaldata da questi due processi e i dettagli dell’emissione, come ad esempio la sua temperatura tipica, possono fornire delle indicazioni importanti sui contributi relativi ai due processi. Continua a leggere La formazione stellare nelle galassie attive

ALMA misura la massa del buco nero di NGC 1097

Immagine composita della galassia a spirale barrata NGC 1097. Misurando il moto di due molecole (HCO+ in rosso) e (HCN in verde/arancio), ALMA è stato in grado di determinare la massa del buco nero supermassiccio che risiede nel nucleo della galassia. I dati indicano un valore di 140 milioni di masse solari. Credit: ALMA (NRAO/ESO/NAOJ), K. Onishi; NASA/ESA Hubble Space Telescope, E. Sturdivant; NRAO/AUI/NSF

Un nuovo test osservativo ha permesso agli astronomi di misurare la massa di un buco nero supermassiccio che risiede nel cuore della galassia a spirale barrata NGC 1097 che si trova a circa 45 milioni di anni-luce nella costellazione della Fornace. Le osservazioni sono state condotte con l’Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA) e indicano che il buco nero ha una massa di 140 milioni di masse solari. A confronto, il buco nero della Via Lattea, Sagittarius A* che ha una massa pari a poco più di 4 milioni di Soli, si può considerare un peso leggero. Continua a leggere ALMA misura la massa del buco nero di NGC 1097

Il VLA trova un ‘timido’ buco nero in una galassia vicina

M32 è una piccola galassia satellite di Andromeda (M31). L’inserto è una combinazione di immagini radio/ottica/X di M32. Il color porpora diffuso è la luce visibile di M32. L’oggetto di color bianco è la regione centrale di M32 da dove proviene l’emissione radio e X. In rosso si nota l’emissione radio di alcuni oggetti tra cui una coppia presunta di nebulose planetarie (a sinistra) mentre in verde è mostrata la forte emissione X di un’altro oggetto. Credit: Bill Saxton, NRAO/AUI/NSF; Yang et al.; NASA, ESA, Digitized Sky Survey 2 (Acknowledgement: Davide DeMartin).

Grazie alla straordinaria sensibilità del radiotelescopio Karl G. Jansky Very Large Array (VLA), gli astronomi hanno rivelato l’emissione radio, cercata da molto tempo, proveniente da un buco nero supermassiccio che risiede nel cuore di una delle galassie più vicine: stiamo parlando di Messier 32. Continua a leggere Il VLA trova un ‘timido’ buco nero in una galassia vicina

CR7, la galassia più brillante dell’Universo

Illustrazione della galassia distante CR7 osservata con il VLT. Si tratta della galassia di gran lunga più brillante mai trovata nell’Universo primordiale e reca evidenza della presenza, al suo interno, di esempi di stelle di prima generazione. La galassia è tre volte più brillante della galassia distante più brillante finora rivelata. Credit: ESO/M. Kornmesser

Grazie ad una serie di osservazioni realizzate con il telescopio VLT dell’ESO, gli astronomi hanno scoperto la galassia più brillante mai rivelata che presenta delle evidenze dell’esistenza di stelle di prima generazione. Questi oggetti massicci e brillanti, finora solo previsti delle teorie, hanno prodotto i primi elementi pesanti della storia, gli elementi necessari per forgiare le stelle oggi intorno a noi, i pianeti che le orbitano e la vita come la conosciamo. La nuova galassia, chiamata CR7, è tre volte più brillante della galassia distante più brillante nota finora.

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Eruzioni multiple da un buco nero supermassiccio

Le evidenze delle eruzioni dovute al buco nero supermassiccio si notano nelle cavità, o bolle, che appaiono nel gas caldo che circonda le galassie emettendo raggi X. Credits: X-ray: NASA/CXC/SAO/S.Randall et al., Optical: SDSS

Una serie di osservazioni realizzate con il Chandra X-ray Observatory hanno permesso di mostrare come nel corso di 50 milioni di anni eruzioni multiple emergenti da un buco nero supermassiccio abbiano modificato l’ambiente cosmico nelle regioni centrali di un gruppo di galassie.
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NOEMA osserva l’occhio di Medusa

Grazie all’osservatorio NOEMA, gli astronomi hanno rivelato una regione molto attiva di formazione stellare nel sistema “Medusa merger” (NGC 4194). L’immagine a multifrequenza mostra l’occhio della Medusa (in arancione) situato proprio al di sotto del buco nero centrale (la zona bianca e verde a centro immagine). Credits: IRAM/NASA/ESA Hubble Space Telescope, Hubble Legacy Archive

Lo strumento NOEMA (Northern Extended Millimeter Array), il più potente radiotelescopio che opera in banda millimetrica nell’emisfero Nord ha realizzato la sua prima immagine astronomica: una vista unica e spettacolare di una regione di formazione stellare estrema, già nota, nel sistema luminoso di “Medusa“, composto da due galassie interagenti situate a più di 100 milioni di anni-luce dalla Terra. Continua a leggere NOEMA osserva l’occhio di Medusa

Come ti peso la Via Lattea

L’emisfero settentrionale osservato dalla Sloan Digital Sky Survey. Si notano le scie di stelle molte delle quali si trovano all’interno della Via Lattea. Il cosiddetto “Palomar 5 stream” è quello più denso finora scoperto e rappresenta una sorta di calibratore di scala per studiare alcune proprietà della nostra galassia. Credit: Ana Bonaca

Cosa pensereste se il vostro medico vi dicesse che pesate tra 70 e 100 Kg? Con una bilancia possiamo fare molto meglio ma c’è un paziente per il quale ciò non è possibile: stiamo parlando della Via Lattea. Oggi, però, alcuni ricercatori del Dipartimento di Astronomia della Columbia University hanno sviluppato un nuovo metodo per ottenere una stima più precisa di quanto “pesa” la nostra galassia. Continua a leggere Come ti peso la Via Lattea

NGC 6503, una galassia ‘dispersa’ nello spazio

La galassia NGC 6503 si trova in una posizione isolata, all’estremità di una regione dello spazio stranamente vuota chiamata Vuoto Locale. Credit: NASA, ESA, D. Calzetti (University of Massachusetts), H. Ford (Johns Hopkins University), and the Hubble Heritage Team

La maggior parte delle galassie si trovano in gruppi o ammassi. Una galassia vicina non si trova mai molto distante. Ma questa galassia, denominata con la sigla NGC 6503, si trova in una posizione isolata, in particolare all’estremità di una regione dello spazio stranamente vuota chiamata “Vuoto Locale“. Continua a leggere NGC 6503, una galassia ‘dispersa’ nello spazio

Una galassia ‘mostruosa’ ai confini dell’Universo

Immagine di ALMA di SDP.81 (archi color arancione attorno all’oggetto più brillante) sovrapposti su una immagine ripresa nel vicino infrarosso dal telescopio spaziale Hubble. L’inserto mostra un ingrandimento dell’immagine di ALMA (a sinistra) ed una simulazione prodotta dal modello (a destra). Si può notare come il modello descriva accuratamente l’anello di Einstein. Credit: Y. Tamura (The University of Tokyo)/ALMA (ESO/NAOJ/NRAO) National Astronomical Observatory of Japan

Grazie ad una serie di osservazioni alquanto dettagliate realizzate con l’Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA), gli astronomi hanno individuato una galassia “mostruosa” ai confini dell’Universo osservabile. La scoperta è stata resa possibile grazie ad una sorta di “telescopio naturale”, ossia l’effetto della lente gravitazionale dovuta ad una galassia interposta lungo la linea di vista. I ricercatori hanno poi costruito un modello per simulare gli effetti previsti dalla relatività generale per studiare la distribuzione di enormi “incubatrici stellari” presenti nella galassia. I risultati suggeriscono, per la prima volta, l’esistenza di un buco nero supermassiccio nel cuore della galassia lente.

NAOJ: ALMA uses ‘Natural Telescope’ to Image Monstrous Galaxy near the Edge of the Universe

ALMA: Gravity-Aided ALMA Maps Distant Monstrous Galaxy

arXiv: High-resolution ALMA observations of SDP.81. I. The innermost mass profile of the lensing elliptical galaxy probed by 30 milli-arcsecond images