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La mappa 3D dell’Universo locale

nearby3Dmap_universe_paperGli astrofisici dell’University of Waterloo hanno creato una mappa tridimensionale finora la più completa dell’Universo locale che si estende per quasi 2 miliardi di anni-luce. Questa mappa sferica, decisamente innovativa, che mostra la distribuzione dei superammassi vicini permetterà agli scienziati di capire ancora meglio come è distribuita la materia scura nello spazio e di ricavare nuovi indizi sulla sua natura, uno dei più grandi misteri della cosmologia moderna. I risultati di questo studio sono pubblicati su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society. Continua a leggere La mappa 3D dell’Universo locale

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Supernovae distanti super luminose

Gli astronomi hanno rivelato due esplosioni stellari estremamente luminose, almeno 10-100 volte più luminose rispetto alle supernovae già note, appartenenti all’Universo distante.

La scoperta, guidata dall’astrofisico Jeffrey Cooke della Swinburne University of Technology, è stata riportata sulla prestigiosa rivista Nature e riguarda le supernovae più distanti finora osservate. “La luce di queste supernovae contiene informazioni di vitale importanza sull’Universo primordiale, all’epoca in cui si stavano formando le prime stelle subito dopo il Big Bang” spiega Cooke. Queste particolari supernovae super brillanti sono state scoperte solo qualche anno fa e sono estremamente rare nell’Universo locale. L’origine di questi oggetti non è ancora stata chiarita anche se si ritiene che esse si formano quando stelle super massicce, cioè 150-250 volte più massicce del Sole, subiscono una esplosione nucleare in seguito alla trasformazione dei fotoni in coppie elettroni-positroni, un processo completamente differente rispetto a quanto avviene nelle altre classi di supernovae. Dunque, dato che l’Universo primordiale era popolato da stelle di grande massa ci aspettiamo che tali eventi siano più comuni rispetto all’Universo locale. Grazie ad una serie di osservazioni condotte con l’osservatorio Keck nelle Hawaii, i ricercatori hanno esplorato le regioni più remote dell’Universo, la cui luce ha viaggiato per oltre 10 miliardi di anni, e hanno trovato due supernovae super luminose che hanno redshift rispettivamente di 2,05 e 3,90, superando così il precedente record appartenente ad una supernova ‘normale’ che è di 2,36. Questa scoperta suggerisce che la rivelazione della prima generazione di stelle non è poi così lontana come sembra. “Rivelare la prima generazione di stelle rappresenta una sorta di Santo Graal per l’astronomia. La distanza a cui stiamo osservando queste supernovae cade proprio in quelle regioni dello spazio remoto dove ci aspettiamo di trovare le prime stelle” dice Cook. Insomma, questi risultati forniscono un nuovo metodo per studiare gli stadi evolutivi finali della prima generazione di stelle e allo stesso tempo ci forniscono nuovi indizi sui processi di formazione degli elementi chimici prodotti nelle stelle che hanno arricchito successivamente il mezzo interstellare sin dalle epoche primordiali della storia cosmica.

Maggiori info: Jeff Cook media centre

[Press release: Distant super-luminous supernovae found]

AIP Conference Proceedings: Pair-instability and super-luminous supernova discoveries at z = 2.05, z = 2.50, and z = 3.90