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Davide vs Golia, versione cosmica

Quando due galassie di diverse taglie arrivano a scontrarsi, quella più grande blocca la formazione stellare di quella più piccola. E’ quanto emerge da uno studio recente, pubblicato su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, effettuato su più di 20.000 galassie interagenti. Continua a leggere Davide vs Golia, versione cosmica

CR7, la galassia più brillante dell’Universo

Illustrazione della galassia distante CR7 osservata con il VLT. Si tratta della galassia di gran lunga più brillante mai trovata nell’Universo primordiale e reca evidenza della presenza, al suo interno, di esempi di stelle di prima generazione. La galassia è tre volte più brillante della galassia distante più brillante finora rivelata. Credit: ESO/M. Kornmesser

Grazie ad una serie di osservazioni realizzate con il telescopio VLT dell’ESO, gli astronomi hanno scoperto la galassia più brillante mai rivelata che presenta delle evidenze dell’esistenza di stelle di prima generazione. Questi oggetti massicci e brillanti, finora solo previsti delle teorie, hanno prodotto i primi elementi pesanti della storia, gli elementi necessari per forgiare le stelle oggi intorno a noi, i pianeti che le orbitano e la vita come la conosciamo. La nuova galassia, chiamata CR7, è tre volte più brillante della galassia distante più brillante nota finora.

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Getti radio dal merging galattico

Grazie ad una serie di osservazioni condotte con lo strumento Wide Field Camera 3 (WFC3) a bordo del telescopio spaziale Hubble, un gruppo di astronomi ha studiato la relazione tra le galassie interagenti e l’attività dei buchi neri supermassicci che risiedono nei loro nuclei. I risultati, che saranno pubblicati su Astrophysical Journal, suggeriscono che i getti relativistici sono il risultato della fusione (merging) dei buchi neri. Continua a leggere Getti radio dal merging galattico

Massive Stars and the Gaia-ESO Survey

Despite their importance for the star-formation history of the Universe, massive stars are particularly poorly understood. However, thanks to projects such as the ongoing Gaia-ESO Survey (GES) and the VLT-Flames Tarantula Survey (VFTS) progress in the number of massive stars with accurate parameters is rapidly growing.

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Materia scura: dallo spazio all’LHC

Mentre gli scienziati del programma Dark Energy Survey (DES) hanno pubblicato la prima di una serie di mappe della distribuzione di materia scura nello spazio cosmico, ci si interroga sulle modalità con cui il Large Hadron Collider (LHC) potrà essere in grado di rivelare le eventuali particelle che la compongono.
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DECam Community Science Workshop

This workshop will bring together those with experience in obtaining, reducing, and analyzing DECam data—both from the Dark Energy Survey (DES) and the community—with those who would like to use DECam to take their own data or do science with publicly available DES and community images from the NOAO Science Archive.
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Un super buco nero da record ai confini dell’Universo

Un gruppo internazionale di astronomi guidati da Xue-Bing Wu della Peking University hanno confermato l’identificazione di un quasar contenente un buco nero supermassiccio di 12 miliardi di Soli e la cui luminosità supera quella della nostra stella di 420 trilioni di volte. L’oggetto si trova ad una distanza di 12,8 miliardi di anni e si tratta del quasar più luminoso mai osservato nell’Universo primordiale.
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DES, un algoritmo per lo studio dell’energia scura

Gli scienziati ritengono che l’energia scura, quella misteriosa forza che sta accelerando l’espansione cosmica, costituisca quasi il 70% del contenuto materia-energia dell’Universo. Per svelare questo mistero, forse il più grande della cosmologia moderna, gli astronomi devono basarsi su osservazioni indirette, studiando le supernovae distanti, in particolare quelle di tipo Ia, che si allontanano man mano che lo spazio si espande. Continua a leggere DES, un algoritmo per lo studio dell’energia scura

BICEP2, come ‘ripulire’ il segnale gravitazionale dalla polvere galattica

A Marzo di quest’anno, il gruppo di ricercatori che lavorano al programma scientifico BICEP2 riportarono possibili evidenze del passaggio delle onde gravitazionali primordiali, dopo aver analizzato i dati relativi alla polarizzazione della radiazione cosmica di fondo (post). Nonostante ciò, molti scienziati hanno sollevato tutta una serie di dubbi su una “scoperta” di tale portata poiché la polvere galattica che costituisce il mezzo interstellare può produrre un segnale molto simile. Infatti, una recente analisi dei dati mostra che la contaminazione dovuta alla polvere determinerebbe una direzione preferenziale, o un allineamento, del segnale associato alla polarizzazione (post1post2). Gli autori suggeriscono che tale anisotropia potrebbe essere distinta dalla isotropia globale che ci si aspetta dalle onde gravitazionali orientate casualmente. I risultati di questo studio sono pubblicati su Physical Review Letters. Continua a leggere BICEP2, come ‘ripulire’ il segnale gravitazionale dalla polvere galattica