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UY Scuti, la stella più grande?

L’Universo è un luogo talmente grande che è facile rimanere confusi dalle misure che eseguono gli astronomi. Ad esempio, le dimensioni di UY Scuti, situata nella costellazione dello Scudo a circa 9460 anni luce, forse la più grande che conosciamo, sono davvero inimmaginabili.

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Un buco nero ‘accanito divoratore’ della sua stella compagna

Gli astronomi hanno scoperto un buco nero che sta consumando il gas della stella compagna ad un ritmo 10 volte più veloce di quanto ipotizzato. Il buco nero, denominato con la sigla P13, si trova nelle regioni periferiche della galassia a spirale NGC 7793 a circa 12 milioni di anni-luce dalla Terra nella costellazione dello Scultore e la quantità di materia che sta catturando è equivalente a 100 miliardi di miliardi di hot dog al minuto. La scoperta è stata pubblicata sulla prestigiosa rivista Nature. Continua a leggere Un buco nero ‘accanito divoratore’ della sua stella compagna

L’anello mancante delle stelle ipergiganti gialle

Un gruppo di scienziati hanno finalizzato i risultati di una lunga ricerca durata trent’anni relativa ad una stella ipergigante che ha attraversato la regione cosiddetta “Vuoto Evolutivo Giallo” nel diagramma di Hertzsprung-Russell. Durante questa particolare fase dell’evoluzione stellare, la temperatura superficiale della stella si è alzata rapidamente passando da 5000 a 8000 gradi. Grazie a questa scoperta, è stato trovato una sorta di ‘anello mancante’ dell’evoluzione stellare relativa alle stelle ipergiganti gialle.

Le ipergiganti sono le stelle più luminose che esistono nell’Universo. In particolare, la stella oggetto di studio e denominata con la sigla HR 8752 è 250 mila volte più luminosa del Sole e può essere osservata anche con un binocolo nella costellazione di Cassiopeia. Il vuoto evolutivo giallo è un intervallo di temperatura del diagramma H-R che va da 5000 a 12000 gradi. Il problema è che tale intervallo non è popolato da ipergiganti gialle quando invece ci si aspetta di trovare qualche stella nella fase di lento incremento della propria temperatura durante la parte finale della sua evoluzione. Questa ambiguità nasce dal fatto che le atmosfere stellari delle ipergiganti sono instabili all’interno di questo intervallo di temperature poiché le forze dirette verso l’esterno vengono bilanciate o addirittura diventano superiori rispetto a quelle che sono dirette verso le regioni più interne della stella. Ne consegue che l’instabilità delle atmosfere stellari causi alla ipergigante una tremenda perdita di massa al punto tale che esse attraversano questa fase in un tempo cosmologico molto breve. Inoltre, è stato trovato che questo intervallo di temperature consiste di due aree, associate rispettivamente alla ionizzazione dell’idrogeno e dell’elio, in cui le atmosfere stellari delle ipergiganti gialle diventano instabili e di una piccola striscia attorno agli 8000 gradi dove le atmosfere sono stabili. Questi risultati dimostrano che la stella ipergigante ha attraversato in parte il vuoto evolutivo giallo e confermano la teoria dell’evoluzione stellare di questa particolare classe di stelle. Ora, il passo successivo sarà quello di studiare altre ipergiganti in modo da misurare le enormi variazioni di temperatura che siano, però, compatibili con i nostri tempi scala. Gli scienziati hanno già selezionato una lista di candidati, dunque la ricerca continua.

[Press release: Hypergiant star turns out to be ‘missing link’ after 30 years]

Full article: The hypergiant HR 8752 evolving through the yellow evolutionary void