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Le fasi finali di una gigante in 3D

I secondi finali della vita di una stella massiccia catturati in 3D. E’ la prima volta che un modello tridimensionale di questo tipo di stelle viene costruito e potrebbe portare ad una migliore comprensione sul perchè queste stelle diventano supernovae. Credit: S.M. Couch

Le stelle giganti subiscono una morte violenta. Dopo diversi milioni di anni, esse collassano su se stesse a causa della gravità e poi finiscono per esplodere in ciò che gli astronomi chiamano supernovae. Tuttavia, le modalità di queste esplosioni stellari rimangono ancora un mistero. Oggi, però, grazie ad uno studio recente guidato da alcuni ricercatori della Michigan State University (MSU) emergono nuove risposte verso la soluzione di questo enigma astrofisico. I risultati su Astrophysical Journal Letters. Continua a leggere Le fasi finali di una gigante in 3D

NuSTAR svela il mistero delle supernovae asimmetriche

L’immagine illustra la simulazione del collasso del nucleo di una supernova nella fase pre-esplosione. Credit: Ott/Caltech (simulation), Drasco/Calpoly San Luis Obsipo (visualization)

Nuovi dati relativi al resto di supernova SN 1987A stanno confermando le simulazioni numeriche realizzate da un gruppo di astronomi del Caltech secondo cui l’esplosione delle stelle giganti avviene in maniera asimmetrica con i detriti che si dipartono dalle regioni centrali in direzione opposta.
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Il caso SDSS1133: buco nero o stella gigante?

Gli astronomi hanno scoperto un oggetto che potrebbe essere o un buco nero supermassiccio catapultato fuori da una galassia oppure una stella gigante nella sua fase esplosiva che dura eccezionalmente da qualche decade. In ogni caso, una cosa è certa: questo oggetto misterioso è qualcosa di unico e di affascinante in quanto potrebbe fornire una conferma sperimentale delle tanto discusse onde gravitazionali previste dalla relatività generale.

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Il mistero delle ‘Fermi bubbles’ si infittisce

Gli scienziati del Dipartimento di Energia dell’acceleratore nazionale SLAC di Stanford hanno analizzato i dati relativi a più di quattro anni di osservazioni condotte dal telescopio spaziale Fermi, assieme a quelli di altri esperimenti, al fine di creare un quadro il più dettagliato possibile delle due strutture a forma di “bolle” che si estendono per decine di migliaia di anni-luce dal centro della Via Lattea (post). Le cosiddette “Fermi bubbles“, che sono estremamente brillanti nei raggi-gamma, furono scoperte quattro anni fa da un gruppo di ricercatori di Harvard guidati da Douglas Finkbeiner dopo aver analizzato i dati dello strumento Large Area Telescope (LAT).

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Xi1 Canis Majoris, un oggetto stellare ‘unico’

X-ray image of Xi1 CMa. Credit: ESA/XMM-Newton/L. Oskinova (University of Potsdam)

Il satellite XMM-Newton ha identificato un oggetto stellare ‘unico’, una specie di chimera che ha il ‘corpo’ di una normale stella di grande massa e il campo magnetico di una stella nana ormai defunta. Queste proprietà lo rendono unico tra miliardi di stelle finora conosciute. Gli scienziati stanno ora cercando di capire il suo comportamento che sembra sia legato ad alcuni fenomeni che avvengono nelle regioni più interne della stella e negli strati più esterni dell’atmosfera stellare. L’oggetto è classificato con la sigla Xi1 Canis Majoris e si trova a circa 1.400 anni-luce dalla Terra, ancora visibile ad occhio nudo nella costellazione del Cane Maggiore. Ciò è possibile grazie alla sua elevata luminosità dovuta ad una temperatura superficiale di circa 27.500 Kelvin e ad una massa di circa 15 volte quella del Sole. La stella è molto interessante poichè è dotata di un intenso campo magnetico, quasi 10.000 volte superiore a quello terrestre e 5.000 volte superiore rispetto a quello del Sole.

ESA: PULSATING X-RAYS ALLOW XMM-NEWTON TO UNMASK A MYSTERIOUS STAR

Nature Communications: Discovery of X-ray pulsations from a massive star

Il ‘super vento’ stellare: mistero risolto?

stellar_superwindUn gruppo di astronomi, guidati da Barnaby Norris dell’Università di Sydney in Australia, ritengono di aver trovato la risposta al mistero del ‘super vento’ stellare che rappresenta, secondo gli scienziati, una delle cause che determina la morte delle stelle [press release].

Grazie ad una serie di osservazioni condotte in Cile con il Very Large Telescope dell’ESO, i ricercatori hanno studiato un insieme di stelle giganti analizzando i venti di gas e polveri che emergono dalla superficie delle stelle. Le stelle come il Sole muoiono rilasciando un super vento che ha una intensità di circa 100 milioni di volte superiore rispetto al vento solare. Il vento stellare viene emesso per un periodo di 10 mila anni e causa la perdita di almeno il 50% della massa della stella, un po’ quello che accadrà alla nostra stella tra circa 5 miliardi di anni. Ora, la causa di questo fenomeno è rimasta da sempre un mistero. Gli scienziati assumono che tali venti siano guidati da minuscoli granelli di polvere, essenzialmente silicati, che si formano nell’atmosfera stellare assorbendone la luce. A sua volta, la luce stellare spazza via i granelli che migrano verso le regioni più esterne. Tuttavia, i modelli dimostrano che questo meccanismo non è soddisfacente. I grani di polvere diventano troppo caldi ed evaporano prima che essi possano essere spazzati via. Ciò che si ritiene, invece, è che i granelli diventano sempre più grossi: infatti, lo studio ne riporta alcuni di dimensioni fino a qualche micrometro, valori enormi dal punto di vista dei venti stellari. Grani di queste dimensioni si comportano come specchi e perciò riflettono la luce stellare anziché assorbirla. Ciò fà si che i grani non vengono più surriscaldati e quindi la radiazione stellare li può respingere senza distruggerli. Insomma, questa spiegazione potrebbe essere la soluzione del mistero dei super venti stellari.

[Abstract: A close halo of large transparent grains around extreme red giant stars]

 

Una nuova classificazione per Tau Scorpii?

Il campo magnetico di Tau Scorpii ricostruito tramite la tecnica dello Zeeman-Doppler imaging.
Credit: Pascal Petit

Le stelle vengono nominate una volta che viene individuato il prototipo di un certo tipo di classe. Per esempio, nel caso delle variabili Cefeidi il loro nome deriva dalla stella variabile Delta Cephei, scoperta da John Goodricke nel 1784, anche se Eta Aquilae, un’altra cefeide, venne riconosciuta come stella variabile e con lo stesso periodo ancora prima che fosse individuata la stessa Delta Cephei. Dalla classificazione di Goodricke, sono state poi scoperte molte altre classi di stelle dalla T Tauri, a W Ursa Majoris a Delta Scorpii.

A volte succede che le stelle devono attendere prima che più mebri della loro classe siano stati individuati. Tau Scorpii è una stella massiccia di tipo spettrale B0, con una età di qualche milione di anni, e una delle stelle più rare per cui i campi magnetici siano stati misurati. Gli studi su Tau Scorpii hanno messo in evidenza che il suo campo magnetico è alquanto complesso rispetto a quello presente in altre stelle e in più non esibisce una distribuzione dipolare marcata. E’ stato inoltre osservato che la stella possiede deboli venti stellari, e perciò un tasso di perdita di massa estremamente basso, rispetto a quelli misurati nella maggior parte delle stelle di tipo B0. Le righe spettrali sono compatibilmente tipiche delle stelle di sequenza principale e delle stelle giganti giovani.

Per studiare meglio questa stella molto peculiare, gli astronomi hanno scoperto due altre stelle che sono alquanto simili a Tau Scorpii. Denominate con le sigle HD 66665 e HD 63425, le due stelle sono state individuate dai loro spettri anomali grazie alle osservazioni condotte con il Canada-France-Hawaii Telescope. I ricercatori, guidati da Véronique Petit della West Chester University, hanno trovato che esse esibiscono una fenomenologia simile a Tau Scorpii sia in termini di venti stellari che di campi magnetici. In altre parole, Tau Scorpii, HD 66665 e HD 63425 potrebbero rappresentare una nuova classe di stelle. Naturalmente, serviranno altre informazioni per confermare, o meno, se queste due nuove stelle siano effettivamente del tipo Tau Scorpii.