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Swift scopre un nuovo buco nero nella Via Lattea

Un gruppo di astronomi hanno pubblicato i dati relativi all’emissione di alta energia rivelata dal satellite Swift nella banda dei raggi-X e associata ad una sorgente che si trova nelle ‘immediate vicinanze’ del centro della nostra Galassia. Questa violenta emissione di radiazione, denominata tecnicamente outburst, e prodotta da una X-ray nova si ritiene correlata con la presenza di un buco nero di massa stellare che si trova ad una distanza compresa tra 20.000 e 30.000 anni-luce.

“Le sorgenti X-ray novae sono particolarmente brillanti” dichiara Neil Gehrels, l’investigatore principale della missione Swift. “Si tratta di un evento raro che stavamo aspettando da qualche tempo”. Questi oggetti emettono raggi-X per un breve periodo di tempo, raggiungono la massima luminosità in pochi giorni e poi svaniscono in pochi mesi. L’outburst di radiazione avviene nel momento in cui il gas della stella viene attratto improvvisamente da un oggetto compatto, ossia una stella di neutroni o un buco nero. L’oggetto in questione, denominato con la sigla Swift J1745-26, si trova a pochi gradi dal centro galattico nella direzione della costellazione del Sagittario. Analizzando la curva di luce relativa all’emissione dei raggi-X, gli astronomi ritengono che l’oggetto compatto sia un buco nero e ora il passo successivo sarà quello di determinare la sua massa per confermare la sua natura astrofisica. Inoltre, gli esperti suggeriscono che il buco nero appartenga alla classe dei sistemi binari poco massicci e che emettono raggi-X (Low Mass X-ray Binary) di cui fanno parte anche stelle come il Sole [video].

[Press release: NASA’s Swift Satellite Discovers a New Black Hole in our Galaxy]


Nuove sorprese dalla ‘tranquilla’ Crab Nebula

L’immagine della nebulosa del Granchio fotografata dal telescopio spaziale Hubble si estende per circa 12 mila anni-luce. Il resto di supernova è situato a circa 6.500 anni-luce dalla Terra nella costellazione del Toro.
Credit: NASA/ESA/ASU/J. Hester

Le immagini composite della nebulosa del Granchio realizzate con vari telescopi spaziali hanno sorpreso gli astronomi per il fatto che sono state rivelate alcune variazioni di luminosità nella banda dei raggi-X. Infatti, fino a qualche tempo fa, si credeva che tra i corpi celesti che emettono radiazione di alta energia la nebulosa del Granchio fosse quella, diciamo, più “tranquilla” al punto che la sua luminosità veniva utilizzata per calibrare nuovi strumenti di osservazione.

Per circa 40 anni, quasi tutti gli astronomi hanno considerato la Crab nebula una candela standard” dichiara Colleen Wilson-Hodge, una astrofisica della NASA presso il Marshall Space Flight Center in Huntsville, Alabama, che ha presentato i risultati al 217° meeting dell’American Astronomical Society di Seattle. “Oggi stiamo osservando come stanno ‘scintillando’, per così dire, le nostre candele standard“. Nel cuore della nebulosa, esplosa nel 1054, giace il resto dell’esplosione della stella, una stella di neutroni super densa che ruota 30 volte al secondo. Si ritiene, infatti, che tutta l’emissione di alta energia sia dovuta ai processi fisici che sono associati alla rapida rotazione della stella di neutroni.

IGR J11014, la pulsar che si sposta più velocemente?

Grazie ad una serie di osservazioni condotte con il telescopio spaziale Chandra, il satellite XMM-Newton e il radiotelescopio Parkes, un gruppo di ricercatori hanno trovato una forte evidenza di quella che potrebbe essere considerata la pulsar che si sposta più velocemente nello spazio.

L’immagine grande mostra i dati di XMM-Newton del resto di supernova che sono stati combinati con quelli nell’infrarosso e nell’ottico (colorati in rosso, verde e blu che però appare bianco). L’immagine ottenuta con Chandra, di color verde brillante, mostra una emissione ai raggi-X a forma di “cometa” che si estende ben al di là del bordo che delimita il resto di supernova. I ricercatori ritengono che l’oggetto in questione sia una stella di neutroni che sta viaggiando ad una velocità di circa 9 milioni di chilometri all’ora rendendola perciò, qualora i dati saranno confermati, la pulsar più veloce mai osservata.

ArXiv: IS IGR J11014–6103 A PULSAR WITH THE HIGHEST KNOWN KICK VELOCITY?

Y-155, una supernova di antimateria?

La supernova che Vi presento è un esempio di esplosione stellare peculiare perchè può portare alla produzione di antimateria nelle regioni nucleari. La stella in esame è Y-155 e le supernovae di questa classe, che possono arrivare ad una luminosità dieci volte maggiore di quella associata alle già spettacolari supernovae di tipo Ia, sono state ipotizzate in via teorica negli ultimi quaranta anni.

Nella stella Y-155, che ha una massa pari a più di 200 volte la massa del Sole, i raggi-gammapossono essere creati dal calore intenso presente nel nucleo. Essi formano coppie elettroni-positroni o coppie di antimateria. Dato che gran parte dell’energia va a formare queste coppie, la pressione che spinge verso l’esterno si indebolisce e, di conseguenza, la gravità fa collassare la stella generando una esplosione di immane proporzione. Le esplosioni stellari di questo tipo sono state classificate come “supernovae di instabilità di coppie” e una volta che le stelle esplodono non viene lasciato alcun residuo nucleare a differenza di altri tipi di supernovae dove ciò che rimane del nucleo è una stella di neutroni o un buco nero. Oltre a SN 2007bi, il primo tipo di questa particolare classe di supernovae, anche SN 2006gy è un’altra candidata. Y-155, che si trova nella costellazione della Balena, è stata scopertà dal programma Equation of State: SupErNovae trace Cosmic Expansion (ESSENCE) utilizzando il telescopio Blanco di 4m in Cile del National Optical Astronomy Observatory’s (NOAO) e successivamente monitorata con il telescopio Keck di 10m nelle Hawaii, con il telescopio Magellan in Cile e con il telescopio MMT in Arizona. I dati indicano un redshift della luce pari a circa l’80% implicando che la stella è alquanto distante e dunque molto vecchia per cui l’esplosione si ritiene sia avvenuta circa 7 miliardi di anni fa. La stella è stata inoltre osservata con il Large Binocular Telescope (LBT) in Arizona e si è visto che essa si trova in una galassia piuttosto piccola e caratterizzata da pochi elementi atomici pesanti. Quindi si ritiene che questo tipo di supernovae vanno cercate proprio nelle galassie di piccola taglia, esistite durante le fasi primordiali dell’Universo.