Archivi tag: spettroscopia

AGN ‘doppi’ mascherati dal merger galattico

Una coppia di nuclei galattici attivi (Active Galactic Nuclei, AGN), un sorta di prodotto intermedio del processo di fusione (galaxy merger) di due galassie, dà agli astronomi una migliore comprensione di ciò che succede quando, per l’appunto, due galassie entrano in collisione. Tuttavia, poichè la separazione angolare dei due nuclei galattici è molto piccola, trovare questi sistemi è molto complicato. Oggi, però, in un recente studio un gruppo di ricercatori propone una nuova tecnica che permette di identificare AGN doppi. I risultati sono riportati su Astrophysical Journal. Continua a leggere AGN ‘doppi’ mascherati dal merger galattico

Annunci

La galassia più distante: ancora un record per l’osservatorio Keck

Grazie ad una serie di osservazioni realizzate con l’Osservatorio Keck situato nelle Hawaii, un gruppo di astrofisici ha osservato con successo la galassia più distante finora conosciuta grazie alla rivelazione della riga Lyman-alfa dell’idrogeno che pone l’oggetto ad un’epoca quando l’Universo aveva un’età inferiore a 600 milioni di anni. In più, il metodo attraverso il quale è stata rivelata la galassia, denominata con la sigla EGSY8p7, fornisce importanti indizi sui processi che hanno fatto “accendere” le prime stelle. I risultati sono descritti su Astrophysical Journal Letters. Continua a leggere La galassia più distante: ancora un record per l’osservatorio Keck

Una survey galattica per studiare l’accelerazione cosmica

Sappiamo che l’Universo si espande ad un ritmo accelerato. Tuttavia, ciò che causa tale espansione accelerata rimane ancora un mistero. La spiegazione più plausibile è che esista una strana forma di energia, detta “energia scura“, che guida l’espansione cosmica. Oggi, un nuovo strumento astronomico, chiamato Physics of the Accelerating Universe Camera (PAUCam), cercherà delle risposte esplorando l’Universo con un metodo innovativo. La camera, che registrerà la posizione di circa 50.000 galassie, potrebbe far luce anche sulla natura della materia scura e quindi sull’evoluzione cosmica. Continua a leggere Una survey galattica per studiare l’accelerazione cosmica

ULXs e SS 433, accrescimento supercritico

Immagine multi-colore della regione di cielo attorno all’oggetto ULX “X-1” (indicato dalla freccia) situato nella galassia nana Holmberg II, nella costellazione dell’Orsa Maggiore, alla distanza di 11 milioni di anni-luce. Credit: Special Astrophysical Observatory/ Hubble Space Telescope

Grazie ad una serie di osservazioni realizzate con il telescopio Subaru, ricercatori del Special Astrophysical Observatory in Russia e della Kyoto University in Giappone hanno trovato delle evidenze che riguardano alcuni oggetti enigmatici che risiedono nelle galassie vicine: stiamo parlando delle sorgenti X ultra-luminose (Ultra-Luminous X-ray sources, ULXs). Continua a leggere ULXs e SS 433, accrescimento supercritico

Come ti peso le particelle nell’Universo primordiale

Secondo alcuni modelli l’energia scura, quell’enigmatica componente responsabile dell’espansione accelerata dell’Universo, è un campo scalare che evolve su tempi scala cosmologici. Ciò vuol dire che alcune quantità fondamentali correlate alle forze e alle masse dovevano essere diverse molto tempo fa. Tuttavia, una nuova analisi dello spettro di un quasar molto distante non trova evidenze di deviazioni nelle righe molecolari prodotte 12 miliardi di anni fa, il che implica che non c’è stato alcun cambiamento nel rapporto tra la massa del protone e quella dell’elettrone, con una precisione di una parte su un milione. Continua a leggere Come ti peso le particelle nell’Universo primordiale

Un super buco nero da record ai confini dell’Universo

Un gruppo internazionale di astronomi guidati da Xue-Bing Wu della Peking University hanno confermato l’identificazione di un quasar contenente un buco nero supermassiccio di 12 miliardi di Soli e la cui luminosità supera quella della nostra stella di 420 trilioni di volte. L’oggetto si trova ad una distanza di 12,8 miliardi di anni e si tratta del quasar più luminoso mai osservato nell’Universo primordiale.
Continua a leggere Un super buco nero da record ai confini dell’Universo

MUSE ‘fotografa’ uno spettacolare ‘incidente cosmico’

Il nuovo strumento MUSE (Multi Unit Spectroscopic Explorer) installato sul VLT (Very Large Telescope) dell’ESO ha fornito ai ricercatori la miglior veduta di uno spettacolare ‘incidente cosmico’. Le osservazioni rivelano per la prima volta il moto del gas che viene strappato dalla galassia ESO 137-001, una galassia una galassia a spirale situata a circa 200 milioni di anni luce dalla Terra nella costellazione meridionale del Triangolo Australe, mentre precipita ad alta velocità verso l’ammasso del Regolo. I risultati sono di fondamentale importanza perchè permettono di risolvere un mistero di lunga data e cioè come mai la formazione stellare si spegne negli ammassi di galassie.

ESO: MUSE Reveals True Story Behind Galactic Crash

arXiv: MUSE sneaks a peek at extreme ram-pressure stripping events. I. A kinematic study of the archetypal galaxy ESO137-001

GTC conferma l’esistenza di una popolazione di quasar ‘dormienti’

Miliardi di anni fa, lo stato fisico dell’Universo era certamente diverso: i processi di fusione delle galassie erano frequenti e la formazione di giganteschi buchi neri nei loro nuclei, caratterizzati dall’emissione di una enorme quantità di energia dovuta all’accrescimento del gas dalle regioni circostanti, era la norma. Noti con il termine quasar, questi oggetti così distanti e super energetici hanno delle controparti vicine, meno energetiche, e la cui esistenza solleva una serie di domande: si tratta forse di quasar “dormienti” oppure sono gli stadi finali di quelli più distanti o, ancora, si tratta di due popolazioni completamente differenti? Continua a leggere GTC conferma l’esistenza di una popolazione di quasar ‘dormienti’

Hubble cattura la più piccola e la più debole tra tutte le ‘galassie primordiali’ finora osservate

Grazie ad una serie di osservazioni realizzate con il telescopio spaziale Hubble, gli astronomi hanno effettuato ciò che potrebbe essere considerata la misura più affidabile della distanza di un oggetto presente durante le fasi primordiali della storia cosmica.  Stiamo parlando di una galassia ‘infante’, una delle più deboli, più piccole e più lontane mai osservate le cui misure sono state rese possibili grazie al fenomeno della lente gravitazionale dovuta alla deformazione dello spaziotempo che viene creata da giganteschi gruppi o ammassi di galassie. I risultati di questo studio sono stati pubblicati sull’edizione online di Astrophysical Journal Letters.

Continua a leggere Hubble cattura la più piccola e la più debole tra tutte le ‘galassie primordiali’ finora osservate

HD 97658b, una super-Terra identificata con la tecnica della spettroscopia

Gli studi effettuati sul nostro Sistema Solare non ci permettono di arrivare a conclusioni certe in merito alle caratteristiche che esso può avere in comune, o meno, con gli altri sistemi planetari. Tuttavia, da quando la NASA nel 2009 ha messo in orbita il satellite Kepler, le cose stanno cambiando e oggi abbiamo una lista di oltre 4.000 esopianeti nella lista dei candidati. Si tratta di una prima indagine che ha lo scopo di rispondere ad una serie di domande aperte come, ad esempio, la seguente: sono più comuni i pianeti giganti e gassosi come Giove o Saturno oppure sono più rari i pianeti tipo terrestre?

Continua a leggere HD 97658b, una super-Terra identificata con la tecnica della spettroscopia