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Le luci delle ‘città aliene’ come metodo alternativo della ricerca SETI

Se una civiltà aliena costruisse delle città dotate di una forte illuminazione, le generazioni future di telescopi potrebbero essere in grado di rivelarle, ottenendo così un metodo alternativo alla ricerca di civiltà intelligenti sparse nella Via Lattea.
Credit: David A. Aguilar (CfA)

Nella corsa alla ricerca di intelligenze extraterrestri, gli astronomi stanno cercando di rivelare da un lato segnali radio e dall’altro brevissimi impulsi laser artificiali. In un recente articolo, Avi Loeb suggerisce un metodo alternativo per rivelare la presenza di una eventuale civiltà aliena: l’illuminazione cittadina. Continua a leggere Le luci delle ‘città aliene’ come metodo alternativo della ricerca SETI

La Via Lattea ‘suona’ come una campana

La nostra galassia è circondata da almeno una ventina di piccole galassie satelliti, forse ce ne sono altre, le cui masse variano da qualche milione fino a qualche miliardo di masse solari. Di tanto in tanto accade che queste galassie passino attraverso il disco della Via Lattea perturbandolo. Oggi, un gruppo di ricercatori canadesi e americani hanno scoperto quella che potrebbe essere considerata la ‘prova’ di un evento di questo tipo, cioè un passaggio ravvicinato che sarebbe avvenuto in prossimità del Sistema Solare e anche di recente in termini cosmologici.

Abbiamo trovato una chiara evidenza di ciò che può essere stato un passaggio ravvicinato dovuto ad una galassia satellite o ad una struttura massiccia composta di materia scura avvenuto circa 100 milioni di anni fa”, spiega Larry Widrow della Queen’s University in Canada. “Ciò che osserviamo riguarda una diversa ed inaspettata distribuzione di stelle sia nella parte superiore che in quella inferiore rispetto al piano galattico e che assumono la forma di un’onda verticale, qualcosa che nessuno ha mai visto prima”. La scoperta di questo comportamento anomalo è stata ottenuta grazie all’osservazione di 300 mila stelle le cui velocità sono state analizzate grazie ai dati della Sloan Digital Sky Survey (SDSS). “La nostra regione della Via Lattea sta suonando come una campana”, dice Brian Yanny del Dipartimento di Energia del Fermilab. “In realtà non sappiamo cosa abbia determinato questa vibrazione e pensiamo che si tratti o di una piccola galassia satellite che si muove attorno al centro della nostra galassia oppure di una struttura invisibile come un alone di materia scura”. Le future missioni spaziali, come ad esempio la missione Gaia dell’ESA, ci permetteranno di avere ulteriori informazioni su quelle che sono le cause che danno luogo alle perturbazioni verticali nella nostra galassia.

Il Sistema Solare visto dagli ET

Queste immagini, prodotte al computer, mostrano la formazione circolare di granelli di polvere e ghiaccio e rappresentano la fascia di Kuiper così come potrebbe essere osservata da qualche astronomo alieno.
Credit: NASA/Goddard/Marc Kuchner e Christopher Stark

Come apparirebbe il nostro Sistema Solare se venisse osservato da qualche civiltà aliena? E’ ciò che è emerso da uno studio condotto da alcuni ricercatori della NASA effettuando alcune simulazioni al computer relative alla formazione del disco protoplanetario. Le simulazioni relative all’interazione gravitazionale di migliaia di granelli di polvere e ghiaccio hanno mostrato come il Sistema Solare potrebbe apparire a qualche possibile civiltà aliena che, come noi, sta esplorando l’Universo alla scoperta di nuovi sistemi planetari.

I pianeti sono molto deboli per essere rivelati direttamente, ma gli ET che studiano il nostro Sistema Solare potrebbero facilmente determinare la presenza di Nettuno dato che la sua influenza gravitazionale provoca una sorta di divisione nel disco di polvere“, spiega Marc Kuchner della NASA. “Speriamo che i nostri modelli ci aiutino a rivelare pianeti extrasolari come Nettuno in altri sistemi planetari alieni“. Questi granelli di polvere hanno origine nella cosiddetta fascia di Kuiper, che si trova al di là di Nettuno, dove centinaia di milioni di frammenti di ghiaccio, incluso Plutone, orbitano attorno al Sole. Gli scienziati ritengono, infatti, che questa regione sia una sorta di versione più vecchia dei detriti presenti nei dischi osservati attorno a Vega e Fomalhaut. “Le nostre simulazioni ci permettono di vedere come il disco di polvere della fascia di Kuiper apparirebbe quando il Sistema Solare era molto più giovane” dice Christopher Stark. “In effetti, possiamo andare indietro nel tempo e vedere come il Sistema Solare sia cambiato ed evoluto, in pratica i modelli ci mostrano esso apparirebbe nei telescopi di una eventuale civiltà extraterrestre“.

ArXiv: Collisional Grooming Models of the Kuiper Belt Dust Cloud