Archivi tag: polarizzazione

BICEP3, cercasi prove dell’inflazione cosmica

Quando i ricercatori dell’esperimento BICEP2 annunciarono circa due anni fa di aver rivelato la prima, forte evidenza dell’inflazione cosmica, la notizia fece il giro della rete (post). Come è noto, l’inflazione sarebbe quel periodo di rapida espansione esponenziale che diede forma e volume all’Universo subito dopo il Big Bang. Questo modello è stato proposto per spiegare una serie di problematiche relative al periodo primordiale della storia cosmica e la ricerca di prove a suo favore, o meno, ha trasformato i risultati ottenuti da BICEP2 in un grosso affare. Tuttavia, nel corso dei mesi successivi l’enorme eccitazione per l’eventuale scoperta sfumò: infatti, l’analisi congiunta dei dati con altri esperimenti mostrò che gran parte del segnale, se non completamente tutto, registrato dal rivelatore e attribuito all’inflazione non era altro che prodotto dalla polvere interstellare presente nella Via Lattea (post). Nonostante ciò, tracce dell’inflazione potrebbero celarsi nei dati ed è per questo motivo che gli scienziati non hanno smesso di cercare. In tal senso, a partire dal 15 marzo di quest’anno l’esperimento BICEP3, la versione aggiornata del suo predecessore, ha iniziato a raccogliere dati (post). Le prime osservazioni che utilizzeranno, però, la strumentazione a pieno regime sono previste per il prossimo mese di Novembre.    Continua a leggere BICEP3, cercasi prove dell’inflazione cosmica

L’origine ‘fondamentale’ del tempo

Mettiamo nel giusto ordine le seguenti frasi: un uomo muore, più tardi si sposa e finalmente nasce. Grazie al nostro senso della percezione del tempo, si tratta di un gioco da ragazzi: “la morte segue sempre la nascita” e non accade mai il contrario. Tuttavia, ad un livello più fondamentale, il problema sull’origine del tempo rimane ancora un mistero. Continua a leggere L’origine ‘fondamentale’ del tempo

Focus sull’Universo primordiale

Il satellite Planck ha trascorso più di quattro anni nello spazio per catturare la luce più antica che siamo in grado di osservare: stiamo parlando della radiazione cosmica di fondo. Essa riempie tutto lo spazio e ci offre una sorta di istantanea di come appariva l’Universo circa 380 mila anni dopo il Big Bang. I dati di Planck hanno fatto luce, è il caso di dirlo, non solo sullo stato fisico e sull’evoluzione dell’Universo primordiale, ma anche sulla materia scura, quell’enigmatica componente che rappresenta lo ‘scheletro cosmico’ su cui sono distribuite le galassie e gli ammassi di galassie. Inoltre, i dati di Planck avvalorano l’inflazione cosmica, cioè quella fase di espansione esponenziale, avvenuta 10-35 secondi dopo il Big Bang, in cui l’Universo passò dalle dimensioni di un protone a quelle che, al di fuori di ogni comprensione, lo caratterizzano oggi. Continua a leggere Focus sull’Universo primordiale

BICEP3, la caccia continua

Si è spenta da poco l’eco che ha fatto il giro della rete in merito all’analisi congiunta dei dati Planck/BICEP2/Keck da cui abbiamo potuto apprendere come la polvere interstellare della Via Lattea abbia falsato quel presunto segnale primordiale che gli scienziati avevano dichiarato come “evidenza sperimentale” correlata con la propagazione di onde gravitazionali nella radiazione cosmica di fondo. Ora, il gruppo di Harvard ha imparato la lezione perciò la ricerca delle onde gravitazionali primordiali si sposterà su una frequenza diversa che sarà utilizzata da un nuovo strumento: BICEP3. Continua a leggere BICEP3, la caccia continua

La nuova ‘ricetta cosmica’ di Planck

I recenti dati di Planck e i relativi articoli sono stati sottomessi al giornale Astronomy & Astrophysics e sono disponibili sul sito online dell’ESA. Queste informazioni forniscono non solo una nuova ‘ricetta cosmica’, in termini del contenuto di materia ed energia dell’Universo, ma anche la sua età, la nascita delle prime stelle e il tasso di espansione dello spazio.  Continua a leggere La nuova ‘ricetta cosmica’ di Planck

Planck ‘ringiovanisce’ le stelle dell’Universo

I nuovi dati del consorzio Planck svelano una sorpresa: il processo di formazione delle stelle nell’Universo potrebbe essere più recente rispetto a quanto indicato precedentemente nell’analisi dei dati del satellite della NASA WMAP, predecessore di Planck. L’osservazione è stata possibile grazie alla nuove mappe dello strumento a bassa frequenza a bordo di Planck (LFI), che sono state prodotte dal Data Processing Centre di Trieste gestito da INAF-OATS in collaborazione con la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA) e il Consorzio LFI. Continua a leggere Planck ‘ringiovanisce’ le stelle dell’Universo

Planck vs BICEP2: nessuna traccia di onde gravitazionali primordiali

A dispetto di quanto pubblicato lo scorso mese di Marzo in merito alla presunta scoperta di un segnale rivelato da un esperimento condotto al Polo Sud e interpretabile come “evidenza indiretta dell’inflazione cosmica” le cui tracce sarebbero rimaste impresse nella radiazione cosmica di fondo (post), una recente analisi congiunta dei dati di Planck e degli esperimenti BICEP2 e Keck Array mostra che non esiste una prova conclusiva riconducibile alla rivelazione di onde gravitazionali primordiali.

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La materia scura e i neutrini fossili ‘visti’ da Planck

Dal 2009 al 2013, il satellite Planck ha osservato la radiazione fossile, detta anche radiazione cosmica di fondo, che rappresenta la luce più antica che siamo in grado di osservare. Per la prima volta, la radiazione fossile è stata misurata in maniera accurata su tutto l’intero cielo, sia in intensità che polarizzazione, fornendo l’immagine più vecchia dell’Universo.

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Planck avvalora il modello cosmologico standard

In questi giorni, i cosmologi sono riuniti a Palazzo Costabili, nella città di Ferrara, per discutere gli ultimi risultati ottenuti dal satellite Planck sulla temperatura e la polarizzazione della radiazione cosmica di fondo (post). Il risultato principale è una nuova mappa a tutto cielo che mostra lo stato fisico dell’Universo infante appena 380 mila anni dopo il Big Bang e i cui dati saranno pubblicati sulla rivista Astronomy & Astrophysics non prima del 22 Dicembre 2014.

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Planck fa luce sull’età oscura dell’Universo

Sono state presentate oggi in anteprima mondiale a Ferrara, dove è in corso di svolgimento il meeting annuale sul satellite Planck dall’1 al 5 dicembre, le mappe della polarizzazione della radiazione cosmica di fondo cosmico che confermano il modello cosmologico standard dell’Universo, ridimensionando le incongruenze fra modelli di derivazione astrofisica e modelli di derivazione cosmologica.

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