Archivi tag: onde gravitazionali

Il caso SDSS1133: buco nero o stella gigante?

Gli astronomi hanno scoperto un oggetto che potrebbe essere o un buco nero supermassiccio catapultato fuori da una galassia oppure una stella gigante nella sua fase esplosiva che dura eccezionalmente da qualche decade. In ogni caso, una cosa è certa: questo oggetto misterioso è qualcosa di unico e di affascinante in quanto potrebbe fornire una conferma sperimentale delle tanto discusse onde gravitazionali previste dalla relatività generale.

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Svelare il mistero dei gamma-ray burst

In un articolo apparso su Astrophysical Journal Letters, due astronomi sperano di svelare le origini dei lampi-gamma, o gamma-ray burst (GRB)corti o di breve durata con l’ausilio di giganteschi ‘microfoni’ spaziali. I due ricercatori della Scuola di Fisica e Astronomia della Cardiff University stanno cercando di capire come potrebbe presentarsi l’eventuale ‘suono’ che si dovrebbe sentire quando i rivelatori LIGO e Virgo entreranno in funzione nel 2015. La speranza è che questi particolari ‘microfoni’, che si estendono su una scala di un chilometro, saranno in grado di rilevare le onde gravitazionali generate, ad esempio, quando una stella di neutroni viene ‘catturata’ da un buco nero. Queste esplosioni di radiazione estremamente energetiche sono state rivelate dai satelliti per raggi-gamma Fermi e Swift ma l’origine esatta dei lampi-gamma rimane ancora sconosciuta.

Cardiff University: Unravelling the Mystery of Gamma-Ray Bursts

arXiv: Prospects for joint gravitational-wave and electromagnetic observations of neutron-star–black-hole coalescing binaries

L’emissione di onde gravitazionali dal merging di due buchi neri

Un gruppo di ricercatori della Scuola di Fisica e Astronomia dell’Università di Cardiff hanno costruito un modello che permetterà agli scienziati di rivelare centinaia di buchi neri presenti nello spazio cosmico. Gli astronomi sperano che il loro modello sarà di fondamentale importanza per rivelare quelle deboli “ondulazioni” dello spaziotempo causate dalla collisione (merging) di due buchi neri: stiamo parlando delle onde gravitazionali. Continua a leggere L’emissione di onde gravitazionali dal merging di due buchi neri

Il lensing gravitazionale di una coppia di buchi neri

Una settimana fa, ho pubblicato un post relativo alla simulazione più realistica mai realizzata di “Gargantua”, il buco nero protagonista di Interstellar, oggi nelle sale cinematografiche. E allora proviamo ad andare oltre, cercando di capire cosa succede se prendiamo due buchi neri e li facciamo interagire, realizzando cioè una simulazione che ci permetta di vedere come viene deformato lo spaziotempo attorno al sistema binario.

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ZTF, si apre l’era della ‘cinematografia celeste’

Grazie ad un finanziamento di 9 milioni di dollari della National Science Foundation (NSF) e di altri fondi provenienti dalla collaborazione Zwicky Transient Facility (ZTF), gli scienziati dell’osservatorio Palomar del Caltech stanno costruendo una nuova fotocamera che sarà in grado di monitorare l’emisfero settentrionale in una sola notte alla ricerca di supernove, buchi neri, asteroidi vicini alla Terra e altri oggetti. La fotocamera digitale sarà montata sul telescopio Samuel Oschin, un telescopio Schmidt a grande campo, che nel 1949 diede inizio alla sua prima all-sky survey. Queste osservazioni del cielo furono realizzate inizialmente su lastre di vetro e portarono via quasi un decennio per essere completate.

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Le stelle, ‘assorbitrici’ di onde gravitazionali?

Per studiare le onde gravitazionali, quelle invisibili distorsioni del tessuto dello spaziotempo, occorre osservare le stelle. Di recente, un nuovo modello sviluppato in parte da alcuni ricercatori dell’American Museum of Natural History (AMNH), propone una nuova idea secondo la quale se una stella vibra alla stessa frequenza di un’onda gravitazionale, essa assorbirà l’energia di quell’onda diventando così più brillante, una previsione trascurata dalla teoria della relatività generale. Lo studio, apparso su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society: Letterscontraddice alcune precedenti assunzioni sul comportamento delle onde gravitazionali. Continua a leggere Le stelle, ‘assorbitrici’ di onde gravitazionali?

Roma International Conference on Astro-Particle physics 2014

RICAP 2014, che sta per Roma International Conference on Astro-Particle physics, è la quinta edizione che per la prima volta si svolgerà a Noto, la mia città natale. La conferenza, che è stata organizzata nelle edizioni precedenti dalle tre università pubbliche romane (Università “Roma Tre”, Università “La Sapienza” e l’Università “Tor Vergata”), sarà quest’anno guidata dai fisici dei Laboratori Nazionali del Sud (INFN, Catania) e avrà come sede la ben nota città barocca. La scelta è stata dettata soprattutto dalla presenza a pochi chilometri di un esperimento sottomarino, detto “chilometro cubo (KM3NeT) attualmente in costruzione negli abissi al largo di Portopalo di Capo Passero, a 3500 metri di profondità, il cui obiettivo sarà lo studio dei neutrini di origine cosmica. Continua a leggere Roma International Conference on Astro-Particle physics 2014

Burst radio veloci, un enigma astrofisico di origine cosmica

La scoperta di un burst radio veloce (Fast Radio Burst, FRB), durato cioè qualche frazione di secondo, ad opera degli astronomi che lavorano presso il radiotelescopio di Arecibo fornisce nuove evidenze sull’esistenza di impulsi ‘misteriosi’ che sembrano provenire dalle regioni più remote dell’Universo. Gli scienziati dell’osservatorio di Parkes in Australia hanno già registrato una manciata di eventi di questo tipo, ma la mancanza di dati simili forniti da altre stazioni portava a concludere che si trattava di segnali originatesi da sorgenti vicine o localizzate sulla Terra. Ora, i dati di Arecibo eliminano ogni dubbio e perciò possiamo affermare che i FRB sono decisamente di origine cosmica. Continua a leggere Burst radio veloci, un enigma astrofisico di origine cosmica

Sco X-1, un laboratorio spaziale per la ricerca di onde gravitazionali

Quando Albert Einstein propose l’esistenza delle onde gravitazionali, previste dalla sua teoria della relatività generale, mise in moto una ricerca che continua ancora oggi dopo quasi un secolo. La presenza di distorsioni nel tessuto dello spaziotempo esercitano una forte motivazione tra i fisici poichè si ritiene che essere trasportino quella informazione che potrebbe fornirci preziosi indizi sulle fasi iniziali della storia cosmica. Nonostante ciò, la conferma indiscussa della loro esistenza sfugge ancora agli scienziati.

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