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Esopianeti con moto orbitale retrogrado

Durante il RAS National Astronomy Meeting (NAM2010), è stata annunciata la scoperta di nove nuovi esopianeti che sono stati identificati con il metodo del transito. Quando queste osservazioni sono state confrontate con le precedenti, gli astronomi sono rimasti sorpresi di trovarne 6, su un campione formato da 27 pianeti, che orbitassero nella direzione opposta a quella della loro stella ospite, esattamente il contrario di ciò che accade nel Sistema Solare. La scoperta fornisce una informazione molto importante sulla teoria della formazione dei pianeti e suggerisce che nei sistemi stellari dove si formano pianeti di massa gioviana è molto improbabile trovare pianeti di massa terrestre.

I nuovi esopianeti scoperti da WASP insieme ai telescopi dell’ESO che inaspettatamente hanno moto retrogrado. In tutti i casi, la stella è mostrata in scala con il suo asse di rotazione che punta verso l’alto e i colori sono verosimili. Gli esopianeti si osservano nel momento del transito. L’ultimo oggetto, in basso a destra, viene rappresentato per confronto e la sua direzione del moto orbitale è, per così dire, “normale”.
Credit: ESO/A. C. Cameron

Questa scoperta rappresenta una vera bomba nel campo degli esopianeti” afferma Amaury Triaud del Geneva Observatory che, assieme a Andrew Cameron e a Didier Queloz, ha condotto la ricerca. Si ritiene, infatti, che i pianeti si formino nel disco di gas e polvere che ruota attorno alla giovane stella. Il disco protoplanetario ruota, di solito, nella stessa direzione in cui avviene il moto di rotazione della stella e, fino ad ora, ci si aspettava che anche i pianeti orbitassero nella stessa direzione in un piano contenente quasi tutte le orbite, come nel caso appunto del Sistema Solare. Ma sorprendentemente, quando i ricercatori hanno combinato i nuovi dati con le vecchie osservazioni essi hanno trovato che più della metà dei pianeti di grossa taglia hanno le orbite disallineate rispetto all’asse di rotazione delle rispettive stelle ospiti. Essi hanno addirittura trovato che sei esopianeti, di cui due sono di nuova identificazione, hanno moto retrogrado, cioè orbitano attorno alla stella nella direzione “sbagliata”. Per tener conto del moto retrogrado una teoria alternativa suggerisce che la presenza di pianeti gioviani in prossimità delle rispettive stelle non è dovuta alle interazioni con il disco di polvere bensì ad un lento processo di evoluzione che coinvolge una sorta di “braccio di ferro gravitazionale” con i pianeti, o anche con le stelle, più distanti nel corso di centinaia di milioni di anni di evoluzione. Una volta che queste interazioni hanno deviato un esopianeta gigante in una orbita più allungata e inclinata, esso comincia ad essere soggetto a effetti mareali, perde energia cinetica ogni volta che passa vicino alla stella. Alla fine del processo di interazione ci si aspetta di trovare il pianeta in una sorta di “orbita di parcheggio”, quasi circolare, anche se inclinata casualmente, vicino alla stella. “Uno, però, degli effetti più drammatici causati da questo esopianeta potrebbe essere quello di distruggere un pianeta di massa terrestre” conclude Queloz.