Archivi tag: merging

ALMA trova un ‘uovo cosmico’ che sta per schiudersi

Grazie ad una serie di osservazioni condotte con l’Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA) gli astronomi hanno scoperto quello che potrebbe essere il primo esempio di ammasso globulare in formazione: si tratta di una nube di gas molecolare incredibilmente densa e massiccia, ancora priva di stelle. I risultati saranno pubblicati su Astrophysical Journal. Continua a leggere ALMA trova un ‘uovo cosmico’ che sta per schiudersi

Due super buchi neri vicini vicini

Un gruppo di astronomi guidati da Tingting Liu dell’Università del Maryland (UMD) ha rivelato un segnale ad impulsi che sembra provenire da un sistema binario in cui si trovano due buchi neri supermassicci. I risultati sono pubblicati su Astrophysical Journal Letters.

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La ricerca dei buchi neri ‘rinculanti’

Quando due galassie collidono, i buchi neri supermassicci che risiedono nei rispettivi nuclei finiranno per orbitare l’uno attorno all’altro formando un sistema binario, almeno secondo le attuali simulazioni. Continua a leggere La ricerca dei buchi neri ‘rinculanti’

Il caso SDSS1133: buco nero o stella gigante?

Gli astronomi hanno scoperto un oggetto che potrebbe essere o un buco nero supermassiccio catapultato fuori da una galassia oppure una stella gigante nella sua fase esplosiva che dura eccezionalmente da qualche decade. In ogni caso, una cosa è certa: questo oggetto misterioso è qualcosa di unico e di affascinante in quanto potrebbe fornire una conferma sperimentale delle tanto discusse onde gravitazionali previste dalla relatività generale.

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L’emissione di onde gravitazionali dal merging di due buchi neri

Un gruppo di ricercatori della Scuola di Fisica e Astronomia dell’Università di Cardiff hanno costruito un modello che permetterà agli scienziati di rivelare centinaia di buchi neri presenti nello spazio cosmico. Gli astronomi sperano che il loro modello sarà di fondamentale importanza per rivelare quelle deboli “ondulazioni” dello spaziotempo causate dalla collisione (merging) di due buchi neri: stiamo parlando delle onde gravitazionali. Continua a leggere L’emissione di onde gravitazionali dal merging di due buchi neri

G2, la nube di gas ‘sopravvive’ al passaggio ravvicinato con Sgr A*

Qualche mese fa, ho pubblicato un post in cui vengono spiegate alcune ipotesi sulla mancanza di emissione di radiazione che ci si aspettava dall’interazione tra la nube di gas G2 e il buco nero della Via Lattea Sagittarius A* (Sgr A*). Oggi, però, un nuovo studio mostra come la nube G2 sia arrivata ad una distanza di circa 30 miliardi di chilometri dal buco nero sopravvivendo alla sua intensa attrazione gravitazionale. I risultati sono apparsi su Astrophysical Journal Letters.

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La miglior veduta del ‘merging’ di due galassie nell’Universo distante

Grazie ad una serie di osservazioni condotte con ALMA e con i telescopi HubbleKeck-II, un gruppo internazionale di astronomi hanno realizzato una spettacolare immagine relativa ad una collisione avvenuta tra due galassie quando l’Universo aveva un’età pari a circa la metà di quella attuale. I ricercatori hanno sfruttato il metodo della lente gravitazionale per rivelare dettagli altrimenti invisibili. L’analisi effettuata sulla galassia risultante, denominata con la sigla H-ATLAS J142935.3-002836, suggerisce che la dinamica complessa ricorda la collisione di altre due galassie meglio note come le Antenne.

ESO: Best View Yet of Merging Galaxies in Distant Universe

ALMA: ALMA applies methods of Sherlock Holmes to get the best view yet of merging galaxies in distant Universe

Keck Observatory: Keck Observatory Helps Offer Best View Yet of Merging Galaxies in Distant Universe

HST: Best view yet of merging galaxies in distant Universe

Le stelle, ‘assorbitrici’ di onde gravitazionali?

Per studiare le onde gravitazionali, quelle invisibili distorsioni del tessuto dello spaziotempo, occorre osservare le stelle. Di recente, un nuovo modello sviluppato in parte da alcuni ricercatori dell’American Museum of Natural History (AMNH), propone una nuova idea secondo la quale se una stella vibra alla stessa frequenza di un’onda gravitazionale, essa assorbirà l’energia di quell’onda diventando così più brillante, una previsione trascurata dalla teoria della relatività generale. Lo studio, apparso su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society: Letterscontraddice alcune precedenti assunzioni sul comportamento delle onde gravitazionali. Continua a leggere Le stelle, ‘assorbitrici’ di onde gravitazionali?

M60-UCD1, la ‘nana’ e il ‘gigante’

Un gruppo di astronomi della University of Utah guidati da Anil Seth hanno identificato nella galassia nana ultracompatta, la più piccola che conosciamo, nella quale risiede un buco nero supermassiccio. La scoperta è alquanto sorprendente e suggerisce il fatto che i buchi neri di grandi dimensioni possono essere molto più comuni di quanto ipotizzato. I risultati sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista Nature.

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NGC 1365, un buco nero supermassiccio e ‘superveloce’

Un’immagine agli ultravioletti della NGC 1365 ottenuta con GALEX.
Credit: GALEX/NASA

Immaginate una sfera che si estende per più di 3 milioni di chilometri, circa otto volte la distanza media tra la Terra e la Luna, e che ruoti così velocemente che la sua superficie si muove a quasi la velocità della luce. Nella realtà questo oggetto esiste e si tratta del buco nero supermassiccio che risiede nel nucleo della galassia NGC 1365.

Gli astronomi hanno misurato la sua velocità di rotazione, o tecnicamente lo spin, utilizzando i dati raccolti dal NuSTAR (Nuclear Spectroscopic Telescope Array) e dal satellite XMM-Newton. La gravità di un buco nero è così intensa che man mano che l’oggetto ruota esso trascina con sé lo spazio. L’estremità della regione dello spazio che viene trascinata dalla rotazione del buco nero viene chiamata orizzonte degli eventi. Qualsiasi materia che superi questa superficie ideale viene catturata dal buco nero e inizia ad accrescersi formando un disco di accrescimento che viene riscaldato dall’attrito producendo emissione di alta energia sottoforma di raggi-X. L’orbita interna più stabile, cioè il cosiddetto punto di non ritorno, dipende dallo spin del buco nero. Dato che un buco nero che ruota così velocemente distorce lo spazio, la materia del disco di accrescimento può arrivare molto vicina all’oggetto prima di essere catturata definitivamente. Ma perché è importante sapere la velocità di rotazione del buco nero? Esistono diverse ragioni. La prima è di natura fisica perché solo due numeri definiscono un buco nero: la massa e lo spin. Se conosciamo questi due parametri siamo in grado di sapere quasi tutto sull’oggetto. La cosa più importante è che lo spin ci dà informazioni sul suo passato e indirettamente sull’evoluzione della galassia ospite. In altre parole, lo spin del buco nero rappresenta una sorta di memoria, una ‘registrazione’, per così dire, della storia evolutiva della galassia. Nonostante il buco nero di NGC 1365 abbia oggi una massa dell’ordine di diversi milioni di masse solari, non è nato molto grosso. Si ritiene, invece, che sia evoluto nel corso di miliardi di anni accrescendo materia da stelle e gas e interagendo attraverso il fenomeno del merging con altri buchi neri. La sua rotazione è il risultato del trasferimento del momento angolare, un pò come avviene per l’altalena. Se, ad esempio, spingiamo in maniera casuale l’altalena mentre oscilla, vedremo che non si arriverà mai molto in alto. Però se spingiamo l’altalena alla fine di ogni oscillazione, quando ritorna indietro, vedremo che essa andrà sempre più in alto poiché stiamo trasferendo ad essa momento angolare. Allo stesso modo, se il buco nero cattura casualmente materia da tutte le direzioni, il suo spin risulterà basso. Dato che lo spin del buco nero in NGC 1365 è molto vicino al valore massimo possibile, gli astronomi ritengono che la sua massa sia aumentata attraverso un processo di accrescimento ‘ordinato’ piuttosto che mediante una serie di eventi ripetuti e casuali. Infine, queste osservazioni permetteranno ai teorici di eseguire una serie di test della relatività generale in condizioni estreme.

NASA: NASA's NuSTAR Helps Solve Riddle of Black Hole Spin

arXiv: A rapidly spinning supermassive black hole at the centre of NGC 1365