Archivi tag: merging galattico

Davide vs Golia, versione cosmica

Quando due galassie di diverse taglie arrivano a scontrarsi, quella più grande blocca la formazione stellare di quella più piccola. E’ quanto emerge da uno studio recente, pubblicato su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, effettuato su più di 20.000 galassie interagenti. Continua a leggere Davide vs Golia, versione cosmica

Getti radio dal merging galattico

Grazie ad una serie di osservazioni condotte con lo strumento Wide Field Camera 3 (WFC3) a bordo del telescopio spaziale Hubble, un gruppo di astronomi ha studiato la relazione tra le galassie interagenti e l’attività dei buchi neri supermassicci che risiedono nei loro nuclei. I risultati, che saranno pubblicati su Astrophysical Journal, suggeriscono che i getti relativistici sono il risultato della fusione (merging) dei buchi neri. Continua a leggere Getti radio dal merging galattico

Lo ‘spuntino cosmico’ di NGC 1512

Un gruppo di astronomi australiani e spagnoli ha osservato una galassia mentre sta divorando tutto ciò che c’è intorno, lasciando attorno a sè le prove della consumazione del suo “pasto”. Lo studio, pubblicato su Monthly Notices of the Royal Astronomical Societynon solo rivela una galassia a spirale che sta divorando una galassia nana e compatta, ma permette anche di mostrare con un dettaglio senza precedenti le evidenze del suo precedente “spuntino cosmico”. Continua a leggere Lo ‘spuntino cosmico’ di NGC 1512

Vi ‘Illustris’ l’evoluzione cosmica delle galassie

A partire dagli ultimi dieci anni, la nostra comprensione sull’origine dell’Universo è decisamente migliorata in maniera estremamente significativa, grazie in particolare alle osservazioni realizzate da satellite ma anche a quelle condotte da terra con gli strumenti di ultima generazione. Nonostante esse abbiano permesso di studiare la radiazione cosmica di fondo con una precisione molto elevata, dell’ordine di qualche percento ma sfortunatamente, dai quei primi centinaia di migliaia di anni fino ad oggi si tratta di un lavoro che continua appassionatamente.

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Le forze che muovono le stelle

Si tratta di una scoperta che sta cambiando la nostra visione sul modo con cui la fusione (merging) di due galassie può determinare un insolito moto stellare nelle galassie ellittiche risultanti: i dati suggeriscono che la regione centrale ruota nella direzione opposta a quella delle altre stelle della galassia. I risultati di questo studio sono pubblicati su Astrophysical Journal Letters. Continua a leggere Le forze che muovono le stelle

NGC 2276-3c, un interessante membro di una generazione di buchi neri

Grazie ad una serie di osservazioni condotte con l’osservatorio per raggi-X Chandra e la rete europea di radiotelescopi EVN, gli astronomi hanno identificato un nuovo oggetto nella galassia a spirale NGC 2276 che potrebbe essere considerato un buco nero di massa intermedia in quanto permetterebbe di completare il quadro della storia evolutiva di questi enigmatici corpi celesti. I risultati appariranno su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society. Continua a leggere NGC 2276-3c, un interessante membro di una generazione di buchi neri

Abell 2256, fenomeni misteriosi nella nuova immagine VLA

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L’immagine a “colori veri” di Abell 2256 realizzata con il VLA. Credit: Owen et al., NRAO/AUI/NSF

Grazie ad una serie di osservazioni realizzate con il Very Large Array (VLA), un gruppo di radioastronomi del National Radio Astronomy Observatory (NRAO) sono stati in grado di ottenere l’immagine più dettagliata di una regione del cielo dove degli ammassi formati da centinaia di galassie stanno interagendo e producendo tutta una varietà di fenomeni misteriosi visibili solo con i radiotelescopi. Continua a leggere Abell 2256, fenomeni misteriosi nella nuova immagine VLA

GTC conferma l’esistenza di una popolazione di quasar ‘dormienti’

Miliardi di anni fa, lo stato fisico dell’Universo era certamente diverso: i processi di fusione delle galassie erano frequenti e la formazione di giganteschi buchi neri nei loro nuclei, caratterizzati dall’emissione di una enorme quantità di energia dovuta all’accrescimento del gas dalle regioni circostanti, era la norma. Noti con il termine quasar, questi oggetti così distanti e super energetici hanno delle controparti vicine, meno energetiche, e la cui esistenza solleva una serie di domande: si tratta forse di quasar “dormienti” oppure sono gli stadi finali di quelli più distanti o, ancora, si tratta di due popolazioni completamente differenti? Continua a leggere GTC conferma l’esistenza di una popolazione di quasar ‘dormienti’

Nuovi indizi sull’evoluzione delle galassie

Uno studio recente relativo ad un insieme di centinaia di galassie osservate con i telescopi Keck nelle Hawaii e con il telescopio spaziale Hubble ha permesso di rivelare un andamento inaspettato che risale a circa 8 miliardi di anni fa.

“Gli astronomi erano convinti che le galassie a disco distribuite nell’Universo locale avessero raggiunto la loro forma attuale circa 8 miliardi di anni fa” spiega Susan Kassin astronomo presso il Goddard Space Flight Center della NASA. “L’andamento che osserviamo mostra l’opposto per cui le galassie si sono trasformate durante questo periodo”. Le galassie in cui si stanno formando nuove stelle assumono la forma di sistemi a forma di disco ben organizzati, come ad esempio la galassia di Andromeda o la Via Lattea, in cui i moti di rotazione della galassia dominano su quelli caotici interni. Le galassie blu più lontane tendono ad essere molto diverse, mostrano cioè moti caotici in tutte le direzioni. Da ciò pare emergere l’esistenza di una precisa sequenza verso l’apparire di una situazione meno caotica con il passare del tempo dato che i moti di rotazione aumentano e quelli caotici diminuiscono e ciò porta gradualmente le galassie a formare i sistemi a disco che possiamo ammirare nell’Universo locale. Inoltre, le galassie blu, dove stanno formandosi nuove stelle, mostrano moti meno caotici e moti di rotazione ancora più elevati man mano che si avvicinano alle epoche attuali. Questo andamento è vero per tutte le galassie di qualsiasi massa anche se i sistemi più massicci mostrano il livello più alto di organizzazione. In altre parole, le galassie blu più distanti si stanno gradualmente trasformando nelle galassie a disco come la nostra Galassia. I ricercatori hanno studiato un campione di 544 galassie blu dalla survey Deep Extragalactic Evolutionary Probe 2 (DEEP2) Redshift Survey, un progetto scientifico che coinvolge il telescopio spaziale Hubble e i due telescopi gemelli di 10m dell’osservatorio Keck nelle Hawaii, che sono distribuite tra 2-8 miliardi di anni-luce e hanno masse comprese tra 0,3-100% la massa della Via Lattea. E’ probabile che anche la nostra Galassia abbia subito la stessa evoluzione delle galassie osservate nella survey DEEP2 e abbia assunto il suo stato attuale circa 5 miliardi di anni fa quando si formò il Sistema Solare. Si ritiene che nel corso degli ultimi 8 miliardi di anni, il numero di interazioni tra le galassie (merging) diminuì drasticamente così come il tasso di formazione stellare e delle supernovae, tutti fattori che avrebbero influito sull’andamento osservato dell’evoluzione galattica. Ora che gli astronomi hanno potuto derivato questo andamento, il passo successivo sarà quello di affinare i modelli evolutivi in modo da descrivere la storia evolutiva delle galassie.

ArXiv: The Epoch of Disk Settling: z~1 to Now

[Press release: Astronomers Uncover A Surprising Trend in Galaxy Evolution]