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4U 1954+319, una stella di neutroni che ruota molto lentamente

Le stelle di neutroni appartengono alla categoria degli oggetti più esotici dell’Universo. Esse si formano dall’esplosione di stelle di grande massa il cui residuo finale produce un oggetto estremamente denso e compatto racchiuso in una sfera di qualche decina di chilometri di diametro. Continua a leggere 4U 1954+319, una stella di neutroni che ruota molto lentamente

L’enigmatica evoluzione delle stelle di tipo solare

Alcune osservazioni eseguite con il Very Large Telescope (VLT) dell’ESO infittiscono un mistero che da lungo tempo riguarda le stelle simili al Sole. Infatti, un gruppo di ricercatori ha misurato variazioni di luminosità insolite, su tempi scala dell’ordine di un anno, su circa il 30% di stelle tipo Sole osservate nelle ultime fasi del loro ciclo di evoluzione stellare.

Gli astrofisici brancolano nel buio ancora una volta e tutto questo non è divertente” dice Christine Nicholls del Mount Stromlo Observatory, in Australia. “Le nostre spiegazioni sul comportamento insolito osservato su una classe di stelle simili al Sole non sono sufficienti a spiegare i dati osservati“. Questo mistero risale agli anni ’30 e riguarda un insieme di stelle della classe solare che sono state osservate sia nella Via Lattea che in altre galassie. Tutte le stelle aventi una massa paragonabile a quella del Sole diventano, verso le loro fasi finali, rosse, fredde ed estremamente grandi, poco prima cioè di “andare in pensione” come stelle nane bianche. Note anche come giganti rosse, queste stelle invecchiate mostrano variazioni di luminosità periodiche ed estremamente significative su tempi scala dell’ordine di qualche anno. “E’ molto probabile che queste variazioni di luminosità siano associate ad un fenomeno noto come pulsazione stellare” dice ancora Nicholls. “In altre parole, le giganti rosse pulsano, diventando brillanti e deboli con un andamento abbastanza regolare. Tuttavia, circa un terzo di questa classe di stelle mostrano una variazione periodica in più su tempi scala più lunghi, fino a cinque anni“. Per cercare di capire questa componente aggiuntiva, gli astrofisici hanno monitorato 58 stelle nei dintorni della Grande Nube di Magellano, per circa due anni e mezzo. Le osservazioni raccolte sono incompatibili con tutti i precedenti modelli e riaprono un caso. “Forse la spiegazione alla componente aggiuntiva relativa alla variazione di luminosità potrebbe essere dovuta al fatto che la stessa stella migra, per così dire, verso un sistema binario“, dice Peter Wood, “ma i nostri dati sono inconsistenti con questa ipotesi“. Il gruppo di ricercatori ha inoltre scoperto che oltre alle variazioni insolite di luminosità, le giganti rosse espellono massa o sottoforma di brillamenti o sotto forma di un disco in espansione. “Insomma, pare proprio che occorra Scherlock Holmes per risolvere questo mistero astrofisico” conclude Nicholls.

Stelle ‘espulse’ dalla Via Lattea

stelle_ipervelociCome si fa ad ‘espellere’ una stella dalla nostra galassia? Beh, è quasi certo che nemmeno i migliori ‘buttafuori’ ne sarebbero capaci e, a parte le battute, dobbiamo dire che si tratta di un processo fisico alquanto complicato.

Di fatto, il meccanismo principale che è stato individuato dagli astronomi e che può dare ad una stella una ‘spinta’ di oltre due milioni di chilometri all’ora richiede un incontro ravvicinato con un buco nero supermassiccio situato nel nucleo della galassia. Finora, i ricercatori hanno individuato 16 stelle “iper veloci” che nonostante abbiano delle velocità tali da sfuggire all’attrazione gravitazionale della galassia esse sono state identificate mentre si trovano ancora nella Via Lattea. Oggi, un gruppo di ricercatori della Università di Vanderblit riportano in un articolo la scoperta di più di 677 stelle ‘in fuga’ verso lo spazio intergalattico espulse dalle regioni centrali. Gli astronomi hanno selezionato queste stelle iper veloci in base alla loro posizione nello spazio intergalattico tra la Via Lattea e la galassia di Andromeda e dal particolare colore rosso. In realtà si tratta di stelle giganti rosse che si trovano negli stadi finali della loro evoluzione stellare e che un tempo dovevano essere più piccole, di color giallo come il Sole quando hanno interagito con il buco nero centrale. Man mano che sono migrate verso gli spazi più esterni, le stelle hanno continuato ad diventare sempre più vecchie fino ad arrivare, appunto, alla fase di gigante rossa. Si calcola che pur viaggiando a velocità super elevate una stella impiegherebbe circa 10 milioni di anni per spostarsi dalle regioni centrali verso i bracci a spirale, una distanza pari a circa 50 mila anni-luce. Per concludere, l’importanza dello studio di queste stelle erranti ci fornisce nuovi indizi sulla storia evolutiva della nostra galassia.

ArXiv: IDENTIFYING HIGH METALLICITY M GIANTS AT INTRAGROUP DISTANCES WITH SDSS