Archivi tag: getti relativistici

L’arte e la bellezza della teoria di Einstein

Cento anni fa, un oscuro fisico tedesco di nome Albert Einstein presentava all’Accademia Prussiana delle Scienze la sua teoria della gravità. La relatività generale non è solamente una teoria fortemente descrittiva ma in essa si cela una forma di bellezza che sta alla base della sua eleganza. Continua a leggere L’arte e la bellezza della teoria di Einstein

Un’alleanza cosmica per creare un ‘buco-nero-scopio’

Gli osservatori spaziali Integral, Fermi e Swift hanno unito le proprie forze per sfruttare il potere d’ingrandimento creato da una lente cosmica con l’obiettivo di esplorare un buco nero supermassiccio che risiede nel nucleo di una galassia attiva denominato PKS 1830-211. I risultati di questo studio sono pubblicati su Nature Physics. Continua a leggere Un’alleanza cosmica per creare un ‘buco-nero-scopio’

VLBA rivela le onde di Alfvén nel getto di BL Lac

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Mappa radio di BL Lac a 15 GHz ottenuta con il VLBA. I singoli frame dell’animazione sono interpolati linearmente tra le singole immagini VLBA di diverse epoche. Credit: M. H. Cohen et al. 2015

Secondo uno studio recente condotto con il Very Long Baseline Array (VLBA) presso il National Radio Astronomy Observatory (NRAO), onde magnetiche ad alta velocità generate da un buco nero supermassiccio distante stanno ondeggiando come una frusta la cui “presa” è stata scossa da una sorta di “mano gigante”. Gli scienziati hanno utilizzato l’interferometro radio per esplorare ad alta risoluzione il prototipo di una classe di nuclei galattici attivi: stiamo parlando di BL Lacertae (BL Lac). I risultati sono pubblicati su Astrophysical Journal. Continua a leggere VLBA rivela le onde di Alfvén nel getto di BL Lac

3C 279, che fantastico flare!

Cinque miliardi di anni fa, si ebbe un brillamento in una regione dello spazio in prossimità del buco nero che risiede nel nucleo del quasar 3C 279. Lo scorso 14 Giugno, l’impulso della radiazione di alta energia, o flare, prodotto da questo evento è arrivato finalmente a Terra mettendo in moto i rivelatori a bordo del telescopio spaziale per raggi gamma Fermi e di altri satelliti. Gli astronomi di vari osservatori sparsi sul globo hanno subito puntato gli strumenti verso la sorgente per osservare questo brillamento da record, sia pur di breve durata, in grande dettaglio. Continua a leggere 3C 279, che fantastico flare!

La formazione stellare nelle galassie attive

La radiosorgente brillante 3C 219. L’oggetto al centro dell’immagine (color blu) è il suo nucleo attivo che viene alimentato dall’attività del buco nero supermassiccio. In rosso è mostrata l’emissione radio estesa. Le osservazioni in banda infrarossa di un campione completo di oggetti simili, che hanno un’età di circa 7 miliardi di anni, indicano che l’attività nucleare domina la luminosità della galassia, sebbene la formazione stellare sia attiva. Credit: NRAO and Parijskij et al.

Un gruppo di astronomi del Center for Astrophysics (CfA) di Harvard, ha utilizzato il telescopio spaziale Herschel per analizzare l’emissione infrarossa di 64 sorgenti radio/X brillanti che hanno un nucleo attivo e una massa stellare pari a più di 100 miliardi di masse solari. Lo scopo era quello di determinare quanta luminosità osservata in queste galassie è dovuta all’attività del nucleo attivo rispetto a quella causata dai processi di formazione stellare. La radiazione infrarossa è emessa dalla polvere che viene riscaldata da questi due processi e i dettagli dell’emissione, come ad esempio la sua temperatura tipica, possono fornire delle indicazioni importanti sui contributi relativi ai due processi. Continua a leggere La formazione stellare nelle galassie attive

Eruzioni multiple da un buco nero supermassiccio

Le evidenze delle eruzioni dovute al buco nero supermassiccio si notano nelle cavità, o bolle, che appaiono nel gas caldo che circonda le galassie emettendo raggi X. Credits: X-ray: NASA/CXC/SAO/S.Randall et al., Optical: SDSS

Una serie di osservazioni realizzate con il Chandra X-ray Observatory hanno permesso di mostrare come nel corso di 50 milioni di anni eruzioni multiple emergenti da un buco nero supermassiccio abbiano modificato l’ambiente cosmico nelle regioni centrali di un gruppo di galassie.
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Getti radio dal merging galattico

Grazie ad una serie di osservazioni condotte con lo strumento Wide Field Camera 3 (WFC3) a bordo del telescopio spaziale Hubble, un gruppo di astronomi ha studiato la relazione tra le galassie interagenti e l’attività dei buchi neri supermassicci che risiedono nei loro nuclei. I risultati, che saranno pubblicati su Astrophysical Journal, suggeriscono che i getti relativistici sono il risultato della fusione (merging) dei buchi neri. Continua a leggere Getti radio dal merging galattico

Misteriosi quasar ‘fantasmi’

Grazie ad una serie di osservazioni realizzate con il telescopio spaziale Hubble, gli astronomi hanno fotografato otto strutture insolite, una sorta di “fantasmi” di quasar. Questi oggetti orbitano attorno alle proprie galassie e mostrano un color verde brillante. I risultati di queste osservazioni verranno pubblicati su Astronomical Journal. Continua a leggere Misteriosi quasar ‘fantasmi’

L’allineamento dei quasar lungo la rete cosmica

Una serie di osservazioni realizzate con il Very Large Telescope (VLT) dell’ESO hanno permesso di rivelare che gli assi di rotazione dei buchi neri supermassicci di un insieme di quasar sono paralleli gli uni agli altri su distanze che raggiungono i miliardi di anni luce. Inoltre, gli astronomi hanno trovato che l’asse di rotazione tende ad essere allineato con le vaste strutture della rete cosmica in cui essi risiedono.

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Il mistero delle ‘Fermi bubbles’ si infittisce

Gli scienziati del Dipartimento di Energia dell’acceleratore nazionale SLAC di Stanford hanno analizzato i dati relativi a più di quattro anni di osservazioni condotte dal telescopio spaziale Fermi, assieme a quelli di altri esperimenti, al fine di creare un quadro il più dettagliato possibile delle due strutture a forma di “bolle” che si estendono per decine di migliaia di anni-luce dal centro della Via Lattea (post). Le cosiddette “Fermi bubbles“, che sono estremamente brillanti nei raggi-gamma, furono scoperte quattro anni fa da un gruppo di ricercatori di Harvard guidati da Douglas Finkbeiner dopo aver analizzato i dati dello strumento Large Area Telescope (LAT).

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