Archivi tag: galassie interagenti

NOEMA osserva l’occhio di Medusa

Grazie all’osservatorio NOEMA, gli astronomi hanno rivelato una regione molto attiva di formazione stellare nel sistema “Medusa merger” (NGC 4194). L’immagine a multifrequenza mostra l’occhio della Medusa (in arancione) situato proprio al di sotto del buco nero centrale (la zona bianca e verde a centro immagine). Credits: IRAM/NASA/ESA Hubble Space Telescope, Hubble Legacy Archive

Lo strumento NOEMA (Northern Extended Millimeter Array), il più potente radiotelescopio che opera in banda millimetrica nell’emisfero Nord ha realizzato la sua prima immagine astronomica: una vista unica e spettacolare di una regione di formazione stellare estrema, già nota, nel sistema luminoso di “Medusa“, composto da due galassie interagenti situate a più di 100 milioni di anni-luce dalla Terra. Continua a leggere NOEMA osserva l’occhio di Medusa

Lo ‘spuntino cosmico’ di NGC 1512

Un gruppo di astronomi australiani e spagnoli ha osservato una galassia mentre sta divorando tutto ciò che c’è intorno, lasciando attorno a sè le prove della consumazione del suo “pasto”. Lo studio, pubblicato su Monthly Notices of the Royal Astronomical Societynon solo rivela una galassia a spirale che sta divorando una galassia nana e compatta, ma permette anche di mostrare con un dettaglio senza precedenti le evidenze del suo precedente “spuntino cosmico”. Continua a leggere Lo ‘spuntino cosmico’ di NGC 1512

ALMA trova un ‘uovo cosmico’ che sta per schiudersi

Grazie ad una serie di osservazioni condotte con l’Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA) gli astronomi hanno scoperto quello che potrebbe essere il primo esempio di ammasso globulare in formazione: si tratta di una nube di gas molecolare incredibilmente densa e massiccia, ancora priva di stelle. I risultati saranno pubblicati su Astrophysical Journal. Continua a leggere ALMA trova un ‘uovo cosmico’ che sta per schiudersi

Quando due galassie collidono

Durante il periodo natalizio, sappiamo che le luci sono le protagoniste assolute che allietano le serate notturne. Ma anche nel cosmo, da qualche parte a circa 130 milioni di anni-luce dalla Terra nella direzione della costellazione del Cane Maggiore, possiamo assistere ad uno spettacolo simile: stiamo parlando di una coppia di galassie a spirale interagenti NGC 2207 e IC 2163.

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La miglior veduta del ‘merging’ di due galassie nell’Universo distante

Grazie ad una serie di osservazioni condotte con ALMA e con i telescopi HubbleKeck-II, un gruppo internazionale di astronomi hanno realizzato una spettacolare immagine relativa ad una collisione avvenuta tra due galassie quando l’Universo aveva un’età pari a circa la metà di quella attuale. I ricercatori hanno sfruttato il metodo della lente gravitazionale per rivelare dettagli altrimenti invisibili. L’analisi effettuata sulla galassia risultante, denominata con la sigla H-ATLAS J142935.3-002836, suggerisce che la dinamica complessa ricorda la collisione di altre due galassie meglio note come le Antenne.

ESO: Best View Yet of Merging Galaxies in Distant Universe

ALMA: ALMA applies methods of Sherlock Holmes to get the best view yet of merging galaxies in distant Universe

Keck Observatory: Keck Observatory Helps Offer Best View Yet of Merging Galaxies in Distant Universe

HST: Best view yet of merging galaxies in distant Universe

Galassie interagenti e buchi neri ‘primordiali’

Grazie a simulazioni numeriche relative a collisioni di galassie, alcuni astronomi sono stati in grado di analizzare, con dettagli senza precedenti, ciò che accade quando due sistemi stellari fondono (merging). I risultati di questa ricerca ci permettono di comprendere meglio la formazione dei primi buchi neri supermassicci che si sono originati quando l’Universo aveva una età di circa 13 miliardi di anni.

E’ una scoperta che in un certo senso aggiunge un tassello alla storia dell’Universo primordiale e, allo stesso tempo, essa ci permette di capire anche come si è formata la materia scura. L’Universo ha una età di quasi 14 miliardi di anni e si ritiene che le galassie si siano formate entro il primo miliardo di anni dopo il Big Bang. Le simulazioni realizzate al computer indicano che i primi buchi-neri supermassicci si sono originati proprio quando le galassie più antiche hanno cominciato a collidere e a fondersi per formare delle strutture più grandi. Il passo successivo è dunque quello di scoprire l’evoluzione dei buchi neri primordiali e la loro distribuzione nello spazio.

ArXiv: Direct Formation of Supermassive Black Holes via Multi-Scale Gas Inflows in Galaxy Mergers