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Search For ExtraTerrestrial Life – Europa and Enceladus

Is there life out there, somewhere in the rest of our Universe? Two prime candidates for extraterrestrial life are the icy moons of Europa and Enceladus; both appear to have salty, sub-surface oceans and tidal flexing induced energy sources. Organic compounds, necessary for extraterrestrial life to exist in these oceans, are also likely to be present and these two moons should be the next targets for exploration. This think-tank is the first in a series, organised to investigate the desirability and possibility of sending craft to explore Europa and Enceladus and their oceans. Continua a leggere Search For ExtraTerrestrial Life – Europa and Enceladus

NASA, prossima fermata Europa

Ora è ufficiale. Il budget richiesto dalla NASA per il 2016 include 30 milioni di dollari per una missione dedicata alla luna ghiacciata di Giove che viene considerata uno dei luoghi migliori del Sistema Solare per la ricerca di vita aliena.

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Oceani di sale ‘amaro’ su Europa

Grazie ai dati spettroscopici raccolti dal WM Keck Observatory, l’astronomo Mike Brown, meglio noto come il “killer di Plutone” per aver declassato Plutone, appunto, dallo stato di pianeta, e Kevin Hand del Jet Propulsion Laboratory (JPL) hanno trovato una chiara evidenza che l’acqua salata appartenente al vasto oceano sotto lo strato esterno di ghiaccio di Europa si fa strada verso la superficie della luna.

I dati indicano che esiste una interazione tra l’oceano e la superficie che rende il mare chimicamente più ricco, un risultato che potrebbe apparire alquanto semplice e paragonabile allo studio più da vicino della superficie della Luna. “Abbiamo in mano il miglior spettro mai realizzato prima“, ha detto Brown. “Oggi abbiamo la prova che gli oceani di Europa non sono isolati e che l’oceano e la superficie interagiscono creando uno scambio chimico“, dice Brown. “Questa situazione diventa importante in termini dell’esistenza di eventuali forme di vita. In altre parole, se vogliamo sapere cosa c’è nel mare basta andare in superficie e raschiare un pò”. Gli fa eco il collega Hand il quale dichiara che “il ghiaccio della superficie di Europa ci fornisce una finestra osservativa per esplorare l’oceano potenzialmente abitabile“. Fin dai tempi della missione spaziale Galileo, quando la sonda ci mostrò come Europa fosse coperta da uno strato di ghiaccio, gli scienziati hanno cominciato a studiare la composizione della sua superficie. Lo spettrometro infrarosso a bordo della sonda Galileo non era in grado di fornire quei dettagli necessari per identificare alcuni dei materiali presenti sulla superficie. Ora, con l’attuale tecnologia di telescopi terrestri, Brown e Hand sono stati in grado di analizzare una caratteristica sulla superficie di Europa che indica la presenza di un sale di solfato di magnesio, noto anche come epsomite, che potrebbero provenire solamente dall’oceano sottostante. “Il magnesio non dovrebbe essere sulla superficie di Europa a meno che non provenga dagli oceani“, dice Brown. “Questo significa che l’acqua dell’oceano arriva sulla superficie e poi si riversa nell’oceano“. Gli scienziati credono che la composizione chimica del mare di Europa ricordi da vicino quella della Terra. “Se potessi andare a fare il bagno nel mare di Europa e potessi gustarlo troverei che avrebbe un sapore di un normale sale amaro“, dice Brown. Hand sottolinea che, dal punto di vista dell’astrobiologia, Europa è considerato un obiettivo più importante e strategico per la ricerca della vita oltre la Terra. “Se abbiamo imparato qualcosa della vita sulla Terra, è il fatto che dove c’è acqua allo stato liquido c’è, in generale, la vita“, spiega Hand. Insomma, è vero che il nostro oceano terrestre è un luogo bello salato e, forse, anche quello di Europa lo è altrettanto per ospitare forme di vita extraterrestre.

Keck Observatory: Astronomers Open Window Into Europa’s Ocean
ApJ preprint: Salts and radiation products on the surface of Europa

Europa potrebbe ospitare oggi forme di vita aliena

E’ la convinzione di un gruppo di astronomi americani che stanno cercando indizi relativi all’esistenza di forme di vita aliena nel Sistema Solare. La conclusione deriva dal fatto che la luna di Giove possiede un oceano che rappresenta un ambiente molto più promettente rispetto alla superficie arida di Marte che è attualmente al centro dell’attenzione del governo degli Stati Uniti.

“Europa è il luogo ideale nel Sistema Solare dove potrebbe esistere la vita”, dichiara Robert Pappalardo, uno scienziato planetario del Jet Propulsion Laboratory (JPL) a Pasadena, in California. “Ed è il luogo che dovremmo esplorare oggi più che mai dato che abbiamo l’idea per realizzare una missione spaziale che riteniamo sia adatta per arrivare su Europa a costi contenuti. La luna di Giove è l’ambiente ideale in termini di abitabilità grazie al suo sottile spessore di ghiaccio e al suo oceano sottostante. Inoltre, sappiamo che esistono degli ossidanti sulla sua superficie”. Su richiesta della NASA, gli scienziati hanno rivisto la proposta per effettuare una missione spaziale su Europa riducendo notevolmente i costi. In questo modo, il JPL e l’Applied Physics Laboratory (APL) presso la Johns Hopkins University in Maryland hanno sviluppato un nuovo progetto scientifico, chiamato Clipper, che ha un costo totale di due milioni di dollari se si esclude la parte relativa al lancio. Sulla scia del successo della sonda Cassini, Clipper dovrebbe orbitare attorno a Giove e realizzare una serie di voli ravvicinati attorno a Europa. Se il progetto verrà approvato, la sonda potrebbe essere lanciata entro il 2021 in modo da arrivare su Europa dopo 3-6 anni di volo (per confronto occorrono circa 6 mesi per raggiungere Marte). Nonostante la NASA abbia, però, annunciato alla fine dello scorso anno che non ci sono fondi per la missione Clipper, esiste comunque un programma per inviare su Marte un nuovo robot simile a Curiosity entro il 2020, un progetto che dovrebbe costare circa 2,5 miliardi di dollari. Ad ogni modo, una volta che la sonda Juno raggiungerà l’orbita di Giove nel 2016, il governo americano non avrà più sonde operative nelle regioni più distanti dello spazio interplanetario. La NASA potrebbe perciò partecipare alla missione congiunta con l’ESA denominata JIME (Jupiter Icy Moon Explorer) la cui sonda dovrebbe arrivare a destinazione entro il 2030. “Se Europa rappresenta il luogo ideale del Sistema Solare dopo la Terra dove la vita potrebbe esistere, Encelado, una luna di Saturno, dovrebbe essere presa in considerazione allo stesso modo”, dice Amanda Hendrix, uno scienziato planetario presso il Planetary Science Institute in Tucson, in Arizona. “Essa possiede almeno uno sottostrato di acqua, se non un oceano, ed è presente attività geologica. Inoltre, presenta un discreto calore verso il polo sud e sta espellendo particelle d’acqua sottoforma di geyser e altre componenti formando uno spettacolare pennacchio”. Insomma, secondo Pappalardo non bisognerebbe ignorare quei pianeti o quelle lune che hanno una elevata priorità scientifica. Lo scienziato americano sostiene che la vita su Marte può essere esistita diversi miliardi di anni fa ma oggi Europa potrebbe ospitare la vita.