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HL Tauri, pianeti in formazione

L’immagine più nitida finora realizzata da ALMA, ancora migliore rispetto a quella ottenuta dal telescopio spaziale Hubble, del disco protoplanetario che circonda il sistema stellare HL Tauri. Nell’immagine si notano una serie di sottostrutture all’interno del disco che non sono mai state viste prima in cui si possono osservare le posizioni teoriche relative alla formazione dei pianeti nelle zone scure all’interno della struttura a disco. Credit: ALMA (ESO/NAOJ/NRAO)

Un gruppo di astrofisici dell’Università del Centre for Planetary Science dell’Università di Toronto e del Canadian Institute for Theoretical Astrophysics hanno riportato per la prima volta una immagine sorprendente che si riferisce ad un sistema planetario in formazione. Si tratta di un disco protoplanetario di gas e polveri, che circonda la giovane stella HL Tauri, situata a circa 450 anni-luce, in cui si osservano delle lacune circolari che sono molto probabilmente associate alla formazione di pianeti. I risultati su Astrophysical Journal.

University of Toronto: U of T astrophysicists offer proof this famous image shows planets forming

ESO: Revolutionary ALMA Image Reveals Planetary Genesis

arXiv: Dynamical Stability of Imaged Planetary Systems in Formation: Application to HL Tau

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Il Sistema Solare visto dagli ET

Queste immagini, prodotte al computer, mostrano la formazione circolare di granelli di polvere e ghiaccio e rappresentano la fascia di Kuiper così come potrebbe essere osservata da qualche astronomo alieno.
Credit: NASA/Goddard/Marc Kuchner e Christopher Stark

Come apparirebbe il nostro Sistema Solare se venisse osservato da qualche civiltà aliena? E’ ciò che è emerso da uno studio condotto da alcuni ricercatori della NASA effettuando alcune simulazioni al computer relative alla formazione del disco protoplanetario. Le simulazioni relative all’interazione gravitazionale di migliaia di granelli di polvere e ghiaccio hanno mostrato come il Sistema Solare potrebbe apparire a qualche possibile civiltà aliena che, come noi, sta esplorando l’Universo alla scoperta di nuovi sistemi planetari.

I pianeti sono molto deboli per essere rivelati direttamente, ma gli ET che studiano il nostro Sistema Solare potrebbero facilmente determinare la presenza di Nettuno dato che la sua influenza gravitazionale provoca una sorta di divisione nel disco di polvere“, spiega Marc Kuchner della NASA. “Speriamo che i nostri modelli ci aiutino a rivelare pianeti extrasolari come Nettuno in altri sistemi planetari alieni“. Questi granelli di polvere hanno origine nella cosiddetta fascia di Kuiper, che si trova al di là di Nettuno, dove centinaia di milioni di frammenti di ghiaccio, incluso Plutone, orbitano attorno al Sole. Gli scienziati ritengono, infatti, che questa regione sia una sorta di versione più vecchia dei detriti presenti nei dischi osservati attorno a Vega e Fomalhaut. “Le nostre simulazioni ci permettono di vedere come il disco di polvere della fascia di Kuiper apparirebbe quando il Sistema Solare era molto più giovane” dice Christopher Stark. “In effetti, possiamo andare indietro nel tempo e vedere come il Sistema Solare sia cambiato ed evoluto, in pratica i modelli ci mostrano esso apparirebbe nei telescopi di una eventuale civiltà extraterrestre“.

ArXiv: Collisional Grooming Models of the Kuiper Belt Dust Cloud