Archivi tag: dischi di accrescimento

L’accrescimento è universale

Un gruppo internazionale di astronomi ha scoperto una correlazione tra il modo con cui le stelle giovani crescono e quello mediante il quale i buchi neri e altri oggetti esotici si alimentano dall’ambiente circostante. I risultati sono riportati su Science Advances. Continua a leggere L’accrescimento è universale

Da stelle giganti a buchi neri supermassicci

Uno dei misteri più grandi dell’astrofisica moderna è quello di capire come i buchi neri supermassicci, esistiti durante le fasi primordiali della storia cosmica, hanno raggiunto le loro enormi dimensioni. In uno studio recente, pubblicato su Astrophysical Journal, un gruppo di ricercatori esamina la possibilità che questi enigmatici oggetti si siano formati direttamente dal collasso gravitazionale di stelle supermassicce. Continua a leggere Da stelle giganti a buchi neri supermassicci

ULXs e SS 433, accrescimento supercritico

Immagine multi-colore della regione di cielo attorno all’oggetto ULX “X-1” (indicato dalla freccia) situato nella galassia nana Holmberg II, nella costellazione dell’Orsa Maggiore, alla distanza di 11 milioni di anni-luce. Credit: Special Astrophysical Observatory/ Hubble Space Telescope

Grazie ad una serie di osservazioni realizzate con il telescopio Subaru, ricercatori del Special Astrophysical Observatory in Russia e della Kyoto University in Giappone hanno trovato delle evidenze che riguardano alcuni oggetti enigmatici che risiedono nelle galassie vicine: stiamo parlando delle sorgenti X ultra-luminose (Ultra-Luminous X-ray sources, ULXs). Continua a leggere ULXs e SS 433, accrescimento supercritico

Getti radio dal merging galattico

Grazie ad una serie di osservazioni condotte con lo strumento Wide Field Camera 3 (WFC3) a bordo del telescopio spaziale Hubble, un gruppo di astronomi ha studiato la relazione tra le galassie interagenti e l’attività dei buchi neri supermassicci che risiedono nei loro nuclei. I risultati, che saranno pubblicati su Astrophysical Journal, suggeriscono che i getti relativistici sono il risultato della fusione (merging) dei buchi neri. Continua a leggere Getti radio dal merging galattico

Nasty 1, una stella unica osservata da Hubble

L’immagine illustra il disco di gas che circonda una stella di Wolf-Rayet (mostrata al centro). Una stella compagna sta attirando a sé gli strati esterni della Wolf-Rayet, come mostra il ponte di materiale brillante che collega le due stelle. Questo atto di cannibalismo stellare espone il nucleo di elio della stella massiccia. Parte del materiale, tuttavia, si disperde nello spazio formando un enorme disco che non è mai stato osservato finora. Credit: NASA, ESA e G. Bacon (STScI)

Grazie ad una serie di osservazioni condotte con il telescopio spaziale Hubble, un gruppo di astronomi ha scoperto nuovi, sorprendenti indizi su una stella massiccia che sta invecchiando rapidamente. Soprannominata “Nasty 1”, da un gioco di parole che deriva dalla sigla NaSt1 con cui è classificata nel catalogo che prende il nome dalle prime due lettere di ciascuno dei due astronomi che la scoprirono nel 1963, Jason Nassau e Charles Stephenson, la stella ha mostrato un comportamento talmente strano rispetto alle altre stelle della Via Lattea. Nasty 1 potrebbe rappresentare una fase transitoria dell’evoluzione delle stelle molto massicce. I risultati appariranno su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society. Continua a leggere Nasty 1, una stella unica osservata da Hubble

Misteriosi quasar ‘fantasmi’

Grazie ad una serie di osservazioni realizzate con il telescopio spaziale Hubble, gli astronomi hanno fotografato otto strutture insolite, una sorta di “fantasmi” di quasar. Questi oggetti orbitano attorno alle proprie galassie e mostrano un color verde brillante. I risultati di queste osservazioni verranno pubblicati su Astronomical Journal. Continua a leggere Misteriosi quasar ‘fantasmi’

Forti ‘venti galattici’ da un buco nero supermassiccio

Molte galassie attive sono caratterizzate dalla violenta emissione di materiale proveniente dal nucleo che spinge la polvere e il gas fino alle regioni galattiche più esterne, perturbando così la formazione delle stelle. Gli astronomi hanno a lungo cercato di capire qual è la forza che si cela dietro questi enormi flussi di gas molecolare e ora un gruppo di ricercatori dell’Università del Maryland ritengono di aver trovato la risposta. I risultati di questo studio si sono guadagnati la copertina di Nature

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La rapida evoluzione dei buchi neri primordiali

Due ricercatori, Tal Alexander del Weizmann Institute of Science, in Israele, e Priyamvada Natarajan della Yale University, hanno proposto uno scenario che riguarda l’evoluzione dei buchi neri primordiali. Nel loro articolo, pubblicato su Science, i due ricercatori propongono che questi oggetti potrebbero aver subito una evoluzione molto più veloce rispetto a quella dei buchi neri presenti all’epoca attuale grazie soprattutto all’elevata densità di gas, presente durante le fasi iniziali della storia cosmica, anche in assenza del disco di accrescimento.

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Quando due galassie collidono

Durante il periodo natalizio, sappiamo che le luci sono le protagoniste assolute che allietano le serate notturne. Ma anche nel cosmo, da qualche parte a circa 130 milioni di anni-luce dalla Terra nella direzione della costellazione del Cane Maggiore, possiamo assistere ad uno spettacolo simile: stiamo parlando di una coppia di galassie a spirale interagenti NGC 2207 e IC 2163.

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NGC 3227, l’emissione di radiazione multipla del buco nero centrale

Grazie ad una serie di osservazioni nella banda dei raggi-X riguardanti il buco nero supermassiccio nella galassia NGC 3227, Hirofumi Noda del RIKEN Nishina Center for Accelerator-Based Science e colleghi sono stati in grado di rivelare vari processi multipli che sono responsabili delle emissioni di radiazione. I risultati di questo studio sono pubblicati su Astrophysical Journal. Continua a leggere NGC 3227, l’emissione di radiazione multipla del buco nero centrale