Archivi tag: buchi neri

L’emissione di onde gravitazionali dal merging di due buchi neri

Un gruppo di ricercatori della Scuola di Fisica e Astronomia dell’Università di Cardiff hanno costruito un modello che permetterà agli scienziati di rivelare centinaia di buchi neri presenti nello spazio cosmico. Gli astronomi sperano che il loro modello sarà di fondamentale importanza per rivelare quelle deboli “ondulazioni” dello spaziotempo causate dalla collisione (merging) di due buchi neri: stiamo parlando delle onde gravitazionali. Continua a leggere L’emissione di onde gravitazionali dal merging di due buchi neri
Pubblicità

Il lensing gravitazionale di una coppia di buchi neri

Una settimana fa, ho pubblicato un post relativo alla simulazione più realistica mai realizzata di “Gargantua”, il buco nero protagonista di Interstellar, oggi nelle sale cinematografiche. E allora proviamo ad andare oltre, cercando di capire cosa succede se prendiamo due buchi neri e li facciamo interagire, realizzando cioè una simulazione che ci permetta di vedere come viene deformato lo spaziotempo attorno al sistema binario.

Continua a leggere Il lensing gravitazionale di una coppia di buchi neri

Gargantua, il primo buco nero più ‘realistico’ del grande schermo

Si tratta di una simulazione senza precedenti, quella concepita da uno degli esperti più rinomati nel campo dei buchi neri, che sarà protagonista del film Interstellar, un epico viaggio nello spazio scritto e diretto da Christopher Nolan, in uscita nelle sale il prossimo 7 Novembre. L’oggetto sembra ruotare quasi alla velocità della luce, trascinandosi con sè lo spaziotempo a causa della sua intensa attrazione gravitazionale. Una volta era una stella ma invece di dissolversi o esplodere è collassata sotto l’effetto della gravità in un ‘punto’ che gli astronomi chiamano singolarità.

Continua a leggere Gargantua, il primo buco nero più ‘realistico’ del grande schermo

ZTF, si apre l’era della ‘cinematografia celeste’

Grazie ad un finanziamento di 9 milioni di dollari della National Science Foundation (NSF) e di altri fondi provenienti dalla collaborazione Zwicky Transient Facility (ZTF), gli scienziati dell’osservatorio Palomar del Caltech stanno costruendo una nuova fotocamera che sarà in grado di monitorare l’emisfero settentrionale in una sola notte alla ricerca di supernove, buchi neri, asteroidi vicini alla Terra e altri oggetti. La fotocamera digitale sarà montata sul telescopio Samuel Oschin, un telescopio Schmidt a grande campo, che nel 1949 diede inizio alla sua prima all-sky survey. Queste osservazioni del cielo furono realizzate inizialmente su lastre di vetro e portarono via quasi un decennio per essere completate.

Continua a leggere ZTF, si apre l’era della ‘cinematografia celeste’

Simulare la radiazione di Hawking con un buco nero ‘artificiale’

Circa 40 anni fa, Stephen Hawking sbalordì i cosmologi quando annunciò che i buchi neri non sono completamente neri, dato che una piccola quantità di radiazione, detta radiazione di Hawking, sarebbe stata in grado di sfuggire all’intensa attrazione gravitazionale. Nel corso del tempo, questa conseguenza emersa nel tentativo di riconciliare la meccanica quantistica e la relatività generale ha sollevato una questione fondamentale, nota come paradosso della (perdita di) informazione dei buchi neri, sul fatto che l’informazione codificata nella radiazione svanisca definitivamente con essa una volta superato l’orizzonte degli eventi.

Continua a leggere Simulare la radiazione di Hawking con un buco nero ‘artificiale’

NuSTAR identifica la prima pulsar ‘superluminosa’

Gli astronomi che lavorano con il Nuclear Spectroscopic Telescope Array (NuSTAR) della NASA, guidati da Fiona Harrison del Caltech, hanno identificato un oggetto stellare incredibilmente brillante che emette l’energia di circa 10 milioni di soli. In precedenza, i ricercatori pensavano che si trattasse di un buco nero, essendo la sua radiazione estremamente potente, ma in realtà è una pulsar, cioè una stella di neutroni in rapida rotazione. Una scoperta decisamente inaspettata se si pensa che gli scienziati stavano andando alla ricerca di qualcosa d’altro che è stata pubblicata sulla prestigiosa rivista Nature. Continua a leggere NuSTAR identifica la prima pulsar ‘superluminosa’

Un modello della gravità in uno spaziotempo a più dimensioni

Di recente, abbiamo pubblicato un articolo su un modello ‘alternativo’ che descrive l’origine dell’Universo da un buco nero multidimensionale (post). Al momento, nessuno sta abbandonando il modello del Big Bang dato che il lavoro proposto da tre teorici non è ancora stato soggetto a revisione e poi non presenta una vera e propria alternativa al modello cosmologico standard. In realtà, nel loro articolo gli scienziati propongono una teoria della gravità a più dimensioni. Continua a leggere Un modello della gravità in uno spaziotempo a più dimensioni

Le stelle, ‘assorbitrici’ di onde gravitazionali?

Per studiare le onde gravitazionali, quelle invisibili distorsioni del tessuto dello spaziotempo, occorre osservare le stelle. Di recente, un nuovo modello sviluppato in parte da alcuni ricercatori dell’American Museum of Natural History (AMNH), propone una nuova idea secondo la quale se una stella vibra alla stessa frequenza di un’onda gravitazionale, essa assorbirà l’energia di quell’onda diventando così più brillante, una previsione trascurata dalla teoria della relatività generale. Lo studio, apparso su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society: Letterscontraddice alcune precedenti assunzioni sul comportamento delle onde gravitazionali. Continua a leggere Le stelle, ‘assorbitrici’ di onde gravitazionali?

Singolarità e orizzonte degli eventi potrebbero essere un ‘mito’

Si sono dette e sentite tante cose sui buchi neri, gli oggetti più densi che conosciamo nell’Universo, forse i più bizzarri in assoluto. Di recente abbiamo pubblicato un paio di post sulla polemica scatenata da Stephen Hawking in merito alla sua dichiarazione secondo la quale “i buchi neri non esisterebbero” (post1; post2), forse mal interpretata e che ha a che fare con il paradosso della (perdita di) informazione. Oggi, però, va all’attacco, si fa per dire, anche Laura Mersini-Houghton, una professoressa di fisica alla University of North Carolina a Chapel Hill, la quale ha dimostrato matematicamente che i buchi neri potrebbero di fatto non originarsi mai. Questo lavoro non solo forza gli scienziati ad introdurre nuovi concetti di spazio e tempo ma induce a ripensare anche a quei processi fisici che hanno dato origine all’Universo.

Continua a leggere Singolarità e orizzonte degli eventi potrebbero essere un ‘mito’

Il buco nero ‘iniziale’ che diede origine all’Universo

Il nostro Universo sarebbe emerso da un buco nero in uno spazio multidimensionale. E’ quanto sostiene un gruppo di tre ricercatori del Perimeter Institute il cui studio si è guadagnato la copertina del numero di Agosto di Scientific American.

Continua a leggere Il buco nero ‘iniziale’ che diede origine all’Universo