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Quei ‘pochi eletti’ che ospitano le galassie deboli

La studio della materia scura ha fatto ulteriori progressi grazie ad una serie di nuove simulazioni numeriche (EAGLE simulation) che mostrano l’evoluzione dell’Universo locale dal Big Bang ai nostri giorni. Carlos Frenk, Director del Durham University’s Institute for Computational Cosmology, che è a capo del programma di ricerca, spiega come queste simulazioni potrebbero fornire preziosi indizi sull’origine della materia scura, quella misteriosa componente che rappresenta circa l’85% di tutta la materia presente nell’Universo. Continua a leggere Quei ‘pochi eletti’ che ospitano le galassie deboli

Nuovi indizi sugli aloni galattici di materia scura

Secondo un gruppo di ricercatori della University of California a Los Angeles (UCLA), dell’Università della California ad Irvine e di altri istituti, gli aloni galattici di materia scura, che circondano intere galassie, potrebbero non essere completamente ‘scuri’ ma contenere una piccola quantità di stelle.

Per lungo tempo, gli astronomi hanno discusso circa le cause che determinano un eccesso di radiazione infrarossa, rispetto a quella visibile, associata alle galassie: in altre parole, non è ancora chiaro perché l’Universo contiene più luce di quanto ce ne dovrebbe essere. Lo scienziato Edward L. (Ned) Wright della UCLA parla di “fluttuazioni” di cui, però, non si conosce la loro natura. Una possibile spiegazione potrebbe provenire dalle regioni più remote dell’Universo dove sono distribuite un certo numero di galassie che non abbiamo ancora identificato. Una seconda spiegazione, invece, parla di galassie sconosciute che non sono così distanti e si trovano in una regione dello spazio compresa tra 4-5 miliardi di anni-luce. In un recente articolo apparso su Nature Wright e colleghi spiegano come mai queste due ipotesi siano sbagliate e ne propongono una nuova. Secondo questi ricercatori, una piccola quantità di stelle che sono state espulse verso le regioni più remote dello spazio durante i violenti processi di interazione tra le galassie (merging) possono essere la causa della radiazione infrarossa emessa dagli aloni galattici spiegando così l’eccesso di radiazione osservata. Dunque, sarebbero queste ‘stelle orfane’ a diffondere la luce prodotta dagli aloni che si estendono ben oltre le regioni periferiche in cui sono confinate le galassie. Il passo successivo sarà ora quello di studiare e identificare quelle galassie che stanno contribuendo alla radiazione di fondo nella banda infrarossa, uno degli obiettivi scientifici del telescopio spaziale James Webb.

[Press release: Astronomers report dark matter ‘halos’ may contain stars, disprove other theories]