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Quanto ‘normale’ è il Sistema Solare?

Fino ad oggi sono state scoperti quasi quasi 2000 esopianeti, assieme a migliaia di altri oggetti candidati. La domanda è: che cosa ha di speciale il nostro Sistema Solare in questo immenso oceano di sistemi planetari che sono stati identificati dal satellite Kepler? Un nuovo studio, pubblicato su Astrophysical Journal, tenta di dare una risposta a questa domanda.

La figura il modello di tutti i sistemi planetari identificati da Kepler aggiornati al Novembre 2013. I nostri pianeti terrestri sono mostrati in grigio in alto a sinistra della figura per confronto. Credit: NASA/Kepler/Dan Fabricky

Sapere se il nostro sistema planetario è unico tra i vari sistemi esoplanetari ci aiuta a capire meglio come potranno essere realizzate le future osservazioni. Perciò, se assumiamo che il nostro Sistema Solare sia tipico allora ciò potrebbe renderci ottimisti sulla possibilità che esistano altre forme di vita in qualche altra parte dell’Universo. In uno studio recente, Rebecca Martin dell’University of Nevada, a Las Vegas and Mario Livio dello Space Telescope Science Institute, a Baltimora, esaminano cosa significa essere “normale” per il Sistema Solare, confrontando le proprietà dei nostri pianeti con le proprietà medie degli esopianeti noti.

Il grafico mostra la densità dei pianeti in funzione della loro massa. Gli esopianeti (N=287) sono rappresentati in blu, i pianeti del Sistema Solare sono mostrati in rosso. Credit: R. Martin & M. Livio 2015

Ecco qui di seguito i principali parametri di confronto:

  • Massa e densità dei pianeti: quelle dei pianeti giganti del nostro sistema planetario sono alquanto tipiche. I pianeti terrestri si trovano nella parte più a sinistra del grafico ma forse si tratta di un effetto di selezione: è molto complicato rivelare pianeti meno massivi.
  • L’età del Sistema Solare: circa la metà delle stelle presenti nel disco della Via Lattea sono più giovani del Sole e l’altra metà sono più vecchie. In definitiva, si può dire che il Sole non ha un’età speciale.
  • Posizione orbitale dei pianeti: si tratta di un parametro un pò particolare. Nel nostro sistema planetario non ci sono pianeti che orbitano a breve distanza. Infatti, i nostri pianeti orbitano ad una distanza che è maggiore della distanza media osservata nei sistemi extrasolari. Anche in questo caso, però, potrebbe trattarsi di un effetto di selezione: è più facile individuare i pianeti più grossi che orbitano molto vicini alle loro stelle.
  • Eccentricità delle orbite planetarie: i nostri pianeti si trovano su orbite alquanto circolari e questo ci rende in qualche modo speciali, rispetto agli altri sistemi planetari exstrasolari. Tuttavia, ci può essere una spiegazione: l’eccentricità delle orbite tende a diminuire se sono presenti più pianeti nel sistema planetario. Dato che ne abbiamo otto, potrebbe non essere così sorprendente che le loro eccentricità siano ridotte.
  • Super-terre: nel nostro Sistema Solare non ci sono pianeti che hanno una massa compresa tra 1 e 10 volte la massa terrestre, il che è molto insolito. Esiste, di fatto, un elevato numero di super-terre rivelate negli altri sistemi planetari.

Per riassumere, gli autori trovano ritengono che il nostro Sistema Solare è nel suo complesso abbastanza tipico. Gran parte delle nostre caratteristiche insolite sono dovute al fatto che non ci sono super-Terre, non esistono pianeti che si trovano a distanze brevi e l’eccentricità delle orbite planetarie è bassa. Il fatto che siamo alquanto nella media significa che dal punto di vista dell’abitabilità non c’è, probabilmente, niente di speciale nella nostra piccola posizione che occupiamo nella Galassia. Quindi, secondo gli autori, la conclusione è che la vita è possibile anche in qualsiasi altra parte della Via Lattea.

Astrophysical Journal: THE SOLAR SYSTEM AS AN EXOPLANETARY SYSTEM
arXiv: The Solar System as an Exoplanetary System 

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