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Osservare una supernova con una nuova luce

La supernova 3C 58, osservata inizialmente nell’anno 1181 dagli astronomi cinesi e giapponesi, qui ripresa in banda X dal telescopio spaziale Chandra. Credit: NASA/CXC/SAO

Le supernovae di tipo Ia vengono considerate “candele standard” in quanto servono per determinare le distanze cosmologiche dell’Universo. La domanda è: questi oggetti esplodono allo stesso modo? Per rispondere a questa domanda, gli scienziati devono prima comprendere ciò che causa l’esplosione stellare. Di recente, uno studio realizzato da alcuni ricercatori del California Institute of Technology (Caltech) e del Weizmann Institute of Science fornisce un raro indizio del processo. I risultati sono pubblicati su Nature. Le osservazioni nella banda ultravioletta sono fondamentali perchè inizialmente il grosso dell’energia emessa dalle supernovae è così potente che la maggior parte dell’informazione può essere solamente raccolta a queste lunghezze d’onda corte e soprattutto dallo spazio. I dati raccolti dai ricercatori hanno permesso di guardare qualcosa che non era mai stato osservato prima: uno spike breve, unico di alta energia avvenuto molto presto. Questo evento può essere descritto da un modello in cui una nana bianca (la cui massa è dell’ordine di una massa solare concentrata in una sfera delle dimensioni della Terra) si trova in un sistema binario con una compagna gigante (50-100 volte più grande del Sole). Il materiale della compagna viene catturato dalla stella più densa e compatta finchè, a un certo punto, la pressione della massa extra fa denotare la stella nana. Il picco di radiazione (spike) è causato dal materiale di partenza che viene espulso nell’esplosione nel momento in cui sbatte contro la stella compagna.

Weizmann Institute: Seeing a Supernova in a New Light

Nature: A strong ultraviolet pulse from a newborn type Ia supernova

arXiv: Strong Ultraviolet Pulse From a Newborn Type Ia Supernova