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SETI: il ‘primo’ contatto

Per secoli, gli uomini hanno alzato lo sguardo verso il cielo alla ricerca di forme di vita, sia come divinità, buone o cattive, che come eventuali civiltà aliene, spesso bizzarre nell’immaginario collettivo. Oggi, per la prima volta nella storia dell’umanità, la Scienza si sta avvicinando a rispondere all’eterna domanda se siamo soli nell’Universo e sembra puntare verso una direzione: che la vita è molto probabilmente un fatto comune nell’Universo.

La scoperta di numerosi esopianeti, dell’esistenza di un’ampia varietà di estremofili, che vivono in ambienti ostili qui sul nostro pianeta tali da renderli più extraterrestri di quanto non lo siano in realtà, della presenza di metano su Marte prodotto da processi potenzialmente biologici e della presenza di composti complessi del carbonio e di altri elementi necessari per la vita, così come la conosciamo, tutte queste ed altre scoperte hanno messo in fermento il campo dell’astrobiologia. Certo, finora nessun indizio ci dice che la vita esista o sia esistita almeno una volta oltre la Terra, ma la speranza è che essa possa esistere davvero da qualche parte nel cosmo. E se la vita esiste altrove, ci si chiede come mai non sia evoluta in forme più complesse e intelligenti? In questo video, che fa parte della serie SETI Talks, partendo dagli argomenti trattati nel libro First Contact: Scientific Breakthroughs in the Hunt for Life Beyond Earth scritto e presentato dal giornalista scientifico Marc Kaufman, gli astronomi dell’Istituto SETI Frank Drake, Jill Tarter e Seth Shostak discutono di astrobiologia, della ricerca SETI e di vita intelligente sui pianeti extrasolari.