Scholz_star

L’incontro ‘ravvicinato’ con la stella di Scholz

E’ quanto emerge da uno studio condotto da un gruppo internazionale di astronomi che hanno di recente scoperto che circa 70.000 anni fa una stella debole è passata molto probabilmente attraverso la nube di Oort, quel ‘guscio’ sferico e distante composto da numerosissime comete che circonda il Sistema Solare. Nessuna altra stella è nota per essersi mai avvicinata così vicino al nostro sistema planetario (5 volte più vicino rispetto a Proxima Centauri). I risultati sono pubblicati su Astrophysical Journal Letters.

Eric Mamajek dell’University of Rochester e collaboratori hanno analizzato la velocità e la traiettoria di questa stella di piccola massa che è stata denominata come “la stella di Scholz” in onore al suo scopritore, l’astronomo Ralf-Dieter Scholz del Leibniz-Institut für Astrophysik Potsdam (AIP) in Germania, che per primo riportò la notizia della sua identificazione verso la fine del 2013. In realtà, si tratta di un sistema binario, denominato con la sigla WISE J072003.20-084651.2 (abbreviato come WISE 0720-0846), formato da due stelle: la componente principale è una nana rossa mentre la componente secondaria è una nana bruna. Il sistema stellare è visibile nella costellazione dell’Unicorno a circa 20 anni-luce. Si presume che il passaggio possa aver perturbato l’orbita di alcune comete, ma considerata l’alta velocità di attraversamento, le perturbazioni dovrebbero aver avuto un impatto dinamico sulla nube molto limitato. La traiettoria suggerisce che 70.000 anni fa la stella sia passata a 52.000 unità astronomiche (circa 0,8 anni-luce). Si tratta davvero di un “incontro ravvicinato” in termini astronomici (basti pensare che la stella più vicina si trova a 4,2 anni-luce). Gli autori spiegano che essi sono certi al 98 percento che la stella abbia attraversato la regione più esterna della nube di Oort, cioè quella regione esterna al Sistema Solare costituita da trilioni di comete che hanno dimensioni che vanno da qualche chilometro o più e da dove si ritiene che abbiano origine comete a lungo periodo una volta che le loro orbite vengono perturbate. Per determinare la sua traiettoria, gli astronomi hanno ricavato due parametri: la velocità tangenziale e la velocità radiale. Una volta ottenuti questi parametri, i ricercatori sono stati in grado di capire che la stella si sta allontanando dal Sistema Solare perciò hanno potuto tracciare a ritroso la sua orbita trovando che la sua posizione era molto vicina al Sole circa 70.000 anni fa.

Finora, il candidato maggiore era una “stella canaglia”, conosciuta con la sigla HIP 85605, di cui è stato previsto un “incontro ravvicinato” con il Sole tra 240.000 e 470.000 anni (post). Ad ogni modo, Mamajek e colleghi hanno dimostrato che la distanza originale di HIP 85605 è stata sottostimata di un fattore 10. Alla sua distanza più probabile, stimata di circa 200 anni-luce, la nuova traiettoria calcolata dai ricercatori non dovrebbe portare HIP 85605 ad attraversare la nube di Oort.

University of Rochester: A close call of 0.8 light years
The Astrophysical Journal Letters: THE CLOSEST KNOWN FLYBY OF A STAR TO THE SOLAR SYSTEM
arXiv: The Closest Known Flyby of a Star to the Solar System