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Rotazione asincrona nella zona abitabile

Uno studio condotto da un gruppo di astrofisici del Canadian Institute for Theoretical Astrophysics (CITA) e del Centre for Planetary Sciences dell’Università di Toronto suggerisce che sui pianeti extrasolari che risiedono nella zona abitabile in orbita attorno a stelle di piccola massa, l’acqua potrebbe esistere allo stato liquido e perciò essi sarebbero più adatti ad ospitare forme di vita rispetto a quanto ipotizzato in precedenza.

Gli scienziati hanno ritenuto, da sempre, che gli esopianeti si comportino in maniera contraria rispetto alla Terra, cioè essi mostrano sempre la stessa faccia alla stella, come nel caso del sistema Terra-Luna. In tal caso, questi corpi celesti dovrebbero ruotare in sincronia con la propria stella in modo tale che un emisfero è sempre rivolto verso la luce mentre quello opposto rimane in una oscurità perenne. Ad ogni modo, lo studio suggerisce che man mano che i pianeti orbitano attorno alla stella ospite, essi ruotano anche su se stessi ad una velocità tale da esibire un ciclo giorno/notte simile a quello del nostro pianeta. I ricercatori hanno raggiunto queste conclusioni ricostruendo un modello tridimensionale del clima che essi hanno sviluppato per predire l’effetto dell’atmosfera planetaria sulla velocità di rotazione del corpo celeste che determina, secondo gli autori, un cambiamento climatico. Insomma, secondo gli autori, l’atmosfera rappresenterebbe un fattore primario che può influenzare decisamente la rotazione del pianeta al punto da eliminare la rotazione sincrona e dar luogo al ciclo giorno/notte.

University of Toronto: Planets outside our solar system more hospitable to life than we’d thought

Science: Asynchronous rotation of Earth-mass planets in the habitable zone of lower-mass stars