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LHC, verso una ‘nuova’ fisica

Il Large Hadron Collider (LHC), il gigantesco collisore del CERN, riprenderà tra qualche mese le attività accelerando le particelle con una energia doppia rispetto a quella dei precedenti esperimenti. Nel suo primo run, i rivelatori ATLAS e CMS hanno identificato il bosone di Higgs (o meglio una particella che tanto gli assomiglia). Ora, i ricercatori vogliono andare oltre, accelerando i tempi con l’obiettivo di svelare nuovi fenomeni, ancora più esotici.

Tra le varie possibilità che coinvolgono lo studio delle particelle elementari c’è il decadimento del quark-bottom, una specie rara di quark che si mostra in maniera distintiva nei rivelatori. L’identificazione e la misura di questa particella richiede l’utilizzo di rivelatori a pixel di silicio con una acquisizione estremamente rapida. In questo video, che fa parte di una conferenza pubblica tenutasi presso lo Stanford Linear Accelerator Center (SLAC), Michael Kagan descrive la tecnologia estrema utilizzata per catturare il quark-bottom e l’utilizzo che gli scienziati potranno farne nel cercare nuove particelle a energie più elevate.

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