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AstronomicaMens, la top 10 del 2014

Come ultimo post dell’anno, desidero pubblicare la classifica dei migliori 10 articoli dell’anno apparsi sul blog e ringraziare allo stesso tempo tutti i lettori e quanti mi hanno contattato. 

1. Gargantua, il primo buco nero ‘più realistico del grande schermo 

Si tratta di una simulazione senza precedenti, quella concepita da uno degli esperti più rinomati nel campo dei buchi neri, che sarà protagonista del film Interstellar, un epico viaggio nello spazio scritto e diretto da Christopher Nolan, in uscita nelle sale il prossimo 7 Novembre. L’oggetto sembra ruotare quasi alla velocità della luce, trascinandosi con sè lo spaziotempo a causa della sua intensa attrazione gravitazionale. Una volta era una stellama invece di dissolversi o esplodere è collassata sotto l’effetto della gravità in un ‘punto’ che gli astronomi chiamano singolarità.


2. Singorlarità e orizzonte degli eventi potrebbero essere un ‘mito’

Si sono dette e sentite tante cose sui buchi neri, gli oggetti più densi che conosciamo nell’Universo, forse i più bizzarri in assoluto. Di recente abbiamo pubblicato un paio di post sulla polemica scatenata da Stephen Hawking in merito alla sua dichiarazione secondo la quale “i buchi neri non esisterebbero” (post1; post2), forse mal interpretata e che ha a che fare con il paradosso della (perdita di) informazione. Oggi, però, va all’attacco, si fa per dire, ancheLaura Mersini-Houghton, una professoressa di fisica alla University of North Carolina a Chapel Hill, la quale ha dimostrato matematicamente che i buchi neri potrebbero di fatto non originarsi mai. Questo lavoro non solo forza gli scienziati ad introdurre nuovi concetti di spazio e tempoma induce a ripensare anche a quei processi fisici che hanno dato origine all’Universo.


3. Gliese 710, una stella che sfreccia verso il Sole

Quasi certamente sfiorerà le regioni più esterne del Sistema Solare deviando possibilmente le comete della nube di Oort verso le zone più interne del nostro sistema planetario. Ma non sarà a breve. Vadim Bobylev dell’osservatorio Pulkovo di San Pietroburgo, in Russia, ha realizzato una serie di calcoli per determinare la velocità e le traiettorie delle stelle più vicine utilizzando i dati del satellite Hipparcos dell’ESA e di alcuni telescopi sparsi sul globo. Lo scienziato russo ha identificato almeno quattro oggetti che si troveranno a circa 9,5 anni-luce dalla Terra.


4. L’ultima ‘rapida’ inversione del campo magnetico terrestre

Cosa succederebbe se, un giorno, ci accorgessimo che l’ago della bussola punta a Sud invece che a Nord? In realtà, non è poi così tanto strano come può sembrare perchè il campo magnetico terrestre si è invertito più volte nel corso della storia del nostro pianeta. Il campo magnetico di dipolo, analogo a quello di una barra magnetica, rimane costante per migliaia o milioni di anni e poi, per ragioni che non sono ancora completamente note, si indebolisce e di tanto in tanto inverte la sua direzione su tempi scala dell’ordine di qualche migliaio d’anni. Oggi, un nuovo studio condotto da un gruppo di ricercatori associati a università italiane, francesi e americane dimostra che circa 786 mila anni fa l’ultima inversione del campo magnetico terrestre avvenne molto rapidamente, addirittura in meno di un secolo, confrontabile quindi con la vita media di un essere umano. I risultati di questo studio sono stati pubblicati sulla rivistaGeophysical Journal International.


5. Le ‘tracce’ dell’inflazione impresse nella radiazione cosmica di fondo

La notizia annunciata dai ricercatori dell’Harvard CMB Group che lavorano all’esperimento BICEP2 in merito alla “prima evidenza diretta” del processo dovuto all’inflazione cosmica, ossia quel meccanismo fisico che avrebbe dato forma e volume al nostro Universo avvenuto in una piccolissima frazione di secondo subito dopo il Big Bang, ha fatto in queste ultime ore il giro del web e i vari media, sia quelli online che offline, si sono scatenati cercando di riportare il significato di una “scoperta” che, però, dovrà essere confermata. Qui di seguito proverò a fare il punto della situazione mettendo in evidenza l’importanza del risultato scientifico e quali potranno essere le sue implicazioni nell’ambito della cosmologia.


6. LHC rivela un evento molto più raro di Higgs

Gli scienziati che lavorano all’esperimento ATLAS presso LHC, il più grande e più potente acceleratore di particelle, hanno pubblicato i risultati relativi alla prima evidenza di un processo fisico che potrà essere utilizzato per verificare il meccanismo mediante il quale la particella di Higgs conferisce massa alle particelle elementari. Si tratta di un processo molto raro, ancora più raro della produzione dello stesso Higgs, dovuto alla diffusione di due particelle cariche, i bosoni W, che fornisce un ulteriore test, ancora più stringente, del modello standard aprendo una finestra verso una nuova fisica.


7. Una nuova teoria sugli universi paralleli ‘interagenti’

Un gruppo di ricercatori della University of Griffith stanno sfidando le regole fondamentali della teoria dei quantiproponendo una nuova e più radicale teoria basata suuniversi paralleli “interagenti”. In un articolo pubblicato suPhysical Review X, Howard Wiseman e Michael Hall delCentre for Quantum Dynamics, assieme a Dirk-Andre Deckert della University of California a Davis, tentano un approccio scientifico al concetto dei mondi paralleli, finora legato più alla fantascienza che alla scienza.


8. E’ la teoria delle stringhe alla base della meccanica quantistica?

E’ quanto emerge da uno studio proposto da due ricercatori della University of South California (USC) e che potrebbe aprire una nuova finestra per utilizzare la teoria delle stringhe, o una sua estensione, cioè la la teoria-M, come il punto di partenza di tutte le leggi della fisica.


9. L’Universo non sarebbe dovuto esistere per più di un secondo

E’ quanto emerge da un recente studio condotto da un gruppo di cosmologi britannici. Questa conclusione sorprendente è il risultato dell’analisi dei recenti dati dell’esperimento BICEP2 con quelli associati alla scoperta della particella di Higgs. Robert Hogan del King’s College London (KCL) presenterà oggi la sua ricerca in occasione della Royal Astronomical Society’s National Astronomy Meeting in Portsmouth.


10. Un modello della gravità in uno spaziotempo a più dimensioni 

Di recente, abbiamo pubblicato un articolo su un modello ‘alternativo’ che descrive l’origine dell’Universo da un buco nero multidimensionale (post). Al momento, nessuno sta abbandonando il modello del Big Bang dato che il lavoro proposto da tre teorici non è ancora stato soggetto a revisione e poi non presenta una vera e propria alternativa al modello cosmologico standard. In realtà, nel loro articolo gli scienziati propongono una teoria della gravità a più dimensioni.


Grazie a tutti e Buon Anno!