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Come ti scatto la ‘foto’ del secolo

È noto che quasi tutte le galassie contengono nei loro nuclei un buco nero supermassiccio. Questi “mostri galattici” possono raggiungere fino a qualche miliardo di volte la massa del Sole e di solito sono circondati da un disco di accrescimento composto principalmente da gas e polvere. Nel caso della Via Lattea, si ritiene che la posizione del buco nero galattico corrisponda ad una radio sorgente complessa nota come Sagittarius A* (Sgr A*). Ma come tutti i buchi neri, finora nessuno è stato in grado di confermare la loro “reale esistenza” poiché non è possibile osservarli direttamente. Oggi, però, secondo un gruppo di ricercatori dell’Osservatorio Haystack del MIT ci potrebbe essere una possibilità.

Grazie al telescopio EHT, che sta per Event Horizon Telescope, i ricercatori del MIT sperano di riprodurre ben presto quella essi chiamano “la foto del secolo” (post). Postulati inizialmente dalla relatività generale, gli scienziati hanno da sempre studiato indirettamente i buchi neri osservando l’effetto apparente in termini di distorsione che essi determinano sullo spazio circostante e sulla materia presente nello loro vicinanze. Il potere esplorativo di EHT è tale che può vedere dettagli 2000 volte superiori a quelli ottenuti dal telescopio spaziale Hubble. Per realizzare una serie di test, le antenne della rete di radiotelescopi situati nelle Hawaii, Arizona e California sono state puntate verso il buco nero di M87 (post), una galassia ellittica gigante a oltre 50 milioni di anni-luce nell’ammasso della Vergine, e verso Sgr A* allo scopo di determinare la scala dell’orizzonte degli eventi dei rispettivi buchi neri.

L’immagine raffigura una simulazione dell’emissione del disco di accrescimento in banda millimetrica. La parte diretta verso la Terra, in alto a sinistra, risulta molto più brillante rispetto a quella che recede, in basso a destra, a causa dell’effetto relativistico di Doppler-boosting. Credit: Doeleman et al. 2008

Nonostante l’enorme massa posseduta da questi oggetti, essa è concentrata in una regione molto, molto piccola perciò risulta molto complicato risolverli spazialmente. L’obiettivo dei ricercatori è quello di focalizzarsi sull’osservazione diretta dell’orizzonte degli eventi ottenendo una sufficiente risoluzione spaziale. Per fare questo, è necessario utilizzare la rete dei radiotelescopi in banda millimetrica in modo da creare un telescopio virtuale delle dimensioni della Terra mediante la tecnica dell’interferometria a lunghissima linea di base (VLBI). Insomma, il raggiungimento di un tale obiettivo non solo rappresenterebbe un importante passo avanti ma potrebbe fornirci la più impressionante delle immagini mai realizzate.


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