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Esplorando i ‘limiti’ del sapere astronomico

Fino a quale distanza possiamo osservare l’Universo? Quali sono i limiti delle scale miscroscopiche verso le quali ci possiamo spingere? Ancora, quali sono i limiti fondamentali che siamo in grado di raggiungere? Sono solo alcune delle domande a cui tenteranno di dare delle risposte un gruppo di scienziati australiani che sono riuniti in questi giorni all’Australian Academy of Science a Canberra, in Australia, in una conferenza dal titolo The Edges of Astronomy.

Entro qualche decennio, gli astronomi saranno in grado di ‘sapere tutto’, proprio in senso letterale. A quell’epoca, sarà possibile osservare quasi tutto dell’Universo”, ha dichiarato Tamara Davis dell’University of Queensland e direttore del programma “Dark Universe” dell’Australian Research Council Centre of Excellence for All-sky Astrophysics. “Tuttavia, c’è un problema legato all’orizzonte cosmico che pone un limite fisico a ciò che possiamo vedere”. Alla conferenza, Davis parlerà di quali sono i limiti dell’Universo osservabile. “I telescopi di prossima generazione saranno in grado di guardare quasi l’intero volume dello spazio, in ogni direzione, fino all’alba dei tempi”, continua Davis. “Per la prima volta, il limite della nostra conoscenza sarà dettato dalla fisica dell’Universo stesso piuttosto che dalle capacità dei nostri strumenti”. Anche se gli astronomi possono vedere accadere delle cose, non è detto che le comprendono. “Ad esempio, possiamo vedere come si formano le galassie ma non capiamo ancora tutte le leggi della fisica che stanno alla base dei processi”, dice Davis. La professoressa Davis guida due grossi progetti nell’ambito della ricerca in cosmologia: uno riguarda la materia scura, cioè lo scheletro cosmico su cui sono ‘appoggiate’ le strutture galattiche, e l’altro riguarda l’energia scura, che sta causando l’espansione accelerata dell’Universo.

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Twitter account: @science_academy oppure #AusFo2014

Blog: the conference live blog

Video: the Academy’s livestream