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Esolune, gli ambienti ‘più adatti’ per ospitare forme di vita?

In un post di qualche mese fa, ho riportato brevemente i risultati di una ricerca in base alla quale le esolune potrebbero rappresentare ambienti ideali per ospitare forme di vita. Di fatto, uno dei temi principali che devono affrontare oggi gli astronomi è quello dell’abilità planetaria, cioè la misura della capacità di un corpo celeste di sviluppare e accogliere la vita. Quale dimensione dovrebbe avere un pianeta per ospitare la vita? Quanto deve essere distante dalla sua stella ospite? Quale composizione chimica dovrebbe avere la sua atmosfera?

Se prendiamo ad esempio il nostro sistema planetario, la maggior parte dei pianeti possiedono delle lune perciò ci aspettiamo che anche gli esopianeti rivelati dal satellite Kepler ne abbiano altrettante. E’ anche vero, però, che identificarli rappresenta una grande sfida. Oggi, uno studio pubblicato sul journal of Astrobiology va oltre e tenta di far luce sullo studio delle esolune. Gli scienziati presentano una panoramica di ciò che viene riportato in letteratura sull’argomento e aggiungono nuovi risultati alquanto intriganti. Essi partono dal fatto che le lune presenti nel Sistema Solare potrebbero ospitare delle forme di vita elementari. Su Europa, la quarta luna di Giove per dimensioni, sono stati trovati recentemente dei pennacchi di acqua che emergono dalla sua superficie (post). Titano, il più grande satellite naturale di Saturno, è l’unica luna che possiede un’atmosfera e potrebbe contenere gli elementi precursori della vita, in particolare nei bacini di idrocarburi sulla sua superficie che sono riscaldati dal calore emanato da Saturno (post). Ci sono poi altre lune che gli astronomi tengono d’occhio, come ad esempio Callisto e Ganimede, satelliti principali di Giove, così come Encelado, il sesto satellite naturale di Saturno per dimensioni (post).

Le lune di Giove e Saturno, e cioè Europa, Encelado, Ganimede e Titano, sono considerate potenzialmente abitabili. I lineamenti globali sulla superficie di Europa e le creste su Encelado indicano presenza di acqua allo stato liquido, a pochi chilometri sotto le loro superfici ghiacciate. La superficie di Ganimede è molto più antica ed è caratterizzata da due aree predominanti: quelle luminose, scanalate e più vecchie, in cui si vedono tanti crateri, e quelle più scure. Titano ha un’atmosfera densa composta di azoto liquido e una superficie ricoperta da mari di metano/etano. Poichè la sua atmosfera è opaca all’occhio umano, l’immagine in basso a destra ripresa nell’infrarosso ci fa fornisce molte informazioni. Credits: NASA/JPL/Space Science Institute/Ted Stryk

Alcune esolune potrebbero avere gli ambienti più adatti per ospitare forme di vita aliena rispetto a molti esopianeti“, ha dichiarato René Heller, astrofisico presso l’Origins Institute della McMaster University, in Ontario, Canada. “Questi corpi celesti hanno sorgenti di energia separate. Mentre l’abitabilità dei pianeti terrestri è di gran lunga determinata dall’illuminazione stellare, le lune ricevono la luce riflessa dai propri pianeti così come la loro radiazione termica“. In più, un pianeta come Giove, che possiede il maggior numero di lune del Sistema Solare, dove potrebbero essere presenti forme di vita elementari, fornisce una sorgente di energia ancora maggiore. Il pianeta si sta ancora contraendo e perciò trasforma energia gravitazionale in calore, emettendo più luce di quanto ne riceva dal Sole e quindi fornisce più illuminazione. Al di là di questo, le lune che orbitano vicine ad un gigante gassoso vengono deformate dalla gravità del pianeta, un meccanismo che determina un riscaldamento dovuto ad un effetto mareale e che rappresenta una sorgente geologica interna di calore.

Astrobiology: Exomoons Could Be Abundant Sources Of Habitability
Journal of Astrobiology: Formation, Habitability, and Detection of Extrasolar Moons