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Holometer, un esperimento per studiare la natura dell’Universo

Se vedete in dettaglio lo schermo del vostro televisore noterete dei pixel, piccoli punti di dati che formano una immagine senza soluzione di continuità se ci allontaniamo. Gli scienziati ritengono che l’informazione contenuta nell’Universo sia contenuta allo stesso modo in una specie di “pixel spaziali” la cui dimensione naturale è 10 trilioni di trilioni di volte più piccola di un atomo, una distanza a cui i fisici si riferiscono in termini di scala di Planck.

Così come i personaggi di uno show televisivo non avrebbero consapevolezza del fatto che il loro mondo apparentemente tridimensionale possa esistere su uno schermo bidimensionale, allo stesso modo noi potremmo essere inconsapevoli del fatto che il nostro spazio tridimensionale è in realtà una illusione. L’informazione presente in ogni parte del nostro Universo potrebbe essere contenuta in definitiva in piccolissimi pacchetti bidimensionali. Oggi, un esperimento unico al mondo realizzato presso il Dipartimento di Energia del Fermilab, denominato Holometer, ha iniziato a raccogliere una serie di dati allo scopo di rispondere ad alcune domande fondamentali sull’Universo, inclusa anche quella che riguarda il fatto se viviamo in una sorta di ologramma. Lo strumento permetterà di studiare la natura quantistica dello spazio, misurando la coerenza quantica della posizione con una precisione senza precedenti. La luce di un laser passa attraverso un sistema di specchi per verificare se lo spazio “vibra” di una quantità minima, trasportando con sè tutta la materia, a causa di fluttuazioni quanto-geometriche. I fisici chiamano questa nuova proprietà dello spazio “rumore olografico” (ascolta il suono). Insomma, l’esperimento aiuterà gli scienziati a capire meglio le proprietà dello spazio e del tempo, di che cosa sono fatti e come si correlano con la materia e l’energia.

Fermilab: Do we live in a 2-D hologram?

arXiv: Testing Quantum Gravity by Quantum Light