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L’influenza della rotazione planetaria sull’abitabilità

Esistono quasi 2000 esopianeti confermati anche se la maggior parte di essi sono giganti gioviani che presentano ambienti decisamente inospitali. Nonostante ciò, la missione del satellite Kepler ha permesso di identificare una manciata di pianeti rocciosi, più piccoli, che sono presenti nella cosiddetta zona abitabile e, forse, potrebbero ospitare ambienti più adatti allo sviluppo di qualche forma di vita biologica.

La zona abitabile è quella regione dello spazio attorno ad una stella dove le condizioni sono favorevoli per lo sviluppo della vita. Pianeti e lune che si trovano in questa zona sono maggiormente candidati per essere considerati come corpi celesti potenzialmente abitabili. Il Sole ha una temperatura superficiale di 5800°K. Le stelle più fredde del Sole, ad esempio le nane di tipo spettrale M che hanno temperature nell’intervallo 3000-4000°K, hanno zone abitabili più vicine alla stella. Invece, nelle stelle più calde del Sole, come le nane di tipo spettrale A che hanno temperature dell’ordine di 10000°K, la zona abitabile si trova più distante dalla stella centrale. Credit: NASA

In generale, la zona abitabile viene definita come quella regione dello spazio che circonda la stella ospite dove le temperature sono tali da permettere l’esistenza dell’acqua allo stato liquido sulla superficie di un pianeta. Nella parte più interna della zona abitabile, il calore stellare causa la vaporizzazione dell’acqua nell’atmosfera in un processo che porta ad un immediato effetto serra. Invece nella parte più esterna della zona abitabile, le temperature sono così basse che si formano “nubi di anidride carbonica” che poi vengono distrutte da quella minima energia stellare che riesce a raggiungere il pianeta trasformando la sua superficie in una desolata distesa ghiacciata. In realtà, esistono altri fattori che influenzano l’abitabilità di un pianeta. Oggi, un nuovo studio dimostra come il tasso di rotazione di un pianeta costituisca una variabile di fondamentale importanza per determinare la sua abitabilità e lo sviluppo di eventuali forme di vita aliena. La rotazione planetaria non solo controlla la lunghezza del giorno e della notte ma può anche intervenire sulla formazione di venti che emergono nell’atmosfera e in ultima analisi sulla formazione delle nubi.

Astrobiology Magazine: ROTATION OF PLANETS INFLUENCES HABITABILITY
arXiv: Strong Dependence of the Inner Edge of the Habitable Zone on Planetary Rotation Rate