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Il futuro della spettroscopia per lo studio delle atmosfere planetarie

La scoperta di nuovi esopianeti ha il potenziale di offrire all’umanità un impatto mediatico sempre più importante mai come prima nella storia dell’astronomia. L’obiettivo primario rimane comunque la ricerca della vita oltre la Terra. 
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L’immagine raffigura la zona abitabile estesa. La fascia in blu indica la zona abitabile convenzionale in cui sono presenti nelle atmosfere tracce di N2-CO2-H2O. La fascia di colore rosa scuro mostra la regione abitabile estesa verso l’interno dove sono i pianeti sono caratterizzati da una atmosfera secca con valori dell’ordine di qualche percento relativamente all’umidità. La fascia marrone rappresenta invece il caso per atmosfere ricche di idrogeno e può essere estesa a quei pianeti vaganti che non hanno una propria stella ospite. Credit: S. Seager
L’esistenza di forme di vita potrà essere dedotta dalla presenza di gas che si sono accumulati nel corso del tempo nell’atmosfera planetaria e che potranno essere rivelati con l’utilizzo di telescopi sempre più sofisticati. La convinzione che un tale metodo d’indagine possa funzionare proviene dalla lezione che abbiamo imparato nel corso degli ultimi dieci anni relativamente allo studio e all’analisi delle atmosfere, anche se esistono delle limitazioni che non ci permettono ancora di identificare composti molecolari o la presenza di nubi, anche perchè non abbiamo raggiunto un potere esplorativo tale da distinguere la presenza dei gas nell’atmosfera senza effettuare osservazioni dirette della superficie. Insomma, la nostra visione che ci permetterà di scoprire la presenza di vita oltre la Terra è solo all’inizio. Le speranze sono tante perciò non ci rimane altro che perseguire il nostro obiettivo che, un giorno, potrà finalmente dare la risposta alla domanda di sempre: siamo soli?
PNAS: The future of spectroscopic life detection on exoplanets