perseo_cluster

Un mistero nell’ammasso di Perseo

L’Universo è un posto pieno di misteri e di recente, l’osservatorio spaziale Chandra ne ha rivelato un’altro che, a prima vista, non può essere spiegato dalle leggi della fisica note. Stiamo parlando dell’ammasso di Perseo situato a circa 250 milioni di anni-luce uno degli oggetti più massicci dell’Universo. L’ammasso si trova immerso in una sorta di enorme “atmosfera di plasma” ad alta temperatura ed è lì dove risiede il mistero.

Il plasma è ricco di ioni come il Fe-XXV, Si-XIV e S-XV ognuno dei quali produce una riga di emissione nello spettro dei raggi-X misurabile con gli strumenti di Chandra. Nel 2012, però, i dati raccolti dal satellite fornirono una sorpresa. I ricercatori rivelarono la presenza di una riga di emissione a 3,56 KeV che non doveva esserci. In prima battuta si pensava fosse un artefatto o una riga atomica dovuta ad una transizione conosciuta ma dopo una serie di analisi dettagliate, prendendo in considerazione anche i dati di altri quattro rivelatori a bordo di due altri osservatori, si trovava che la riga era sempre presente. In breve, la riga era reale e ciò venne confermato anche quando si presero in esame le righe dello spettro X di altri 73 ammassi di galassie (post). In più, circa una settimana dopo la pubblicazione dell’articolo di Esra Bulbul dell’Harvard Center for Astrophysics (CfA), un altro gruppo guidato da Alexey Boyarsky della Leiden University in Olanda pubblicarono un lavoro dove si riportava una evidenza della stessa riga spettrale nei dati raccolti dal satellite XMM-Newton di Andromeda, confermando comunque la presenza della riga dell’ammasso di Perseo. I risultati suggeriscono che l’emissione non sia associata ad alcuna forma di materia conosciuta e perciò l’unica candidata rimane al momento quella forma sconosciuta di materia: la materia scura. Di fatto, i teorici si sono pronunciati introducendo circa 60 tipi diversi di particelle che potrebbero spiegare la riga di emissione. Addirittura, qualcuno si è divertito ad introdurre il termine “bulbulon” per definire la particella candidata. Ma nel calderone di queste particelle candidate troviamo certamente i più ‘familiari’ assioni, neutrini sterili o “moduli dark matter” risultanti dalla curvatura delle dimensioni extra della teoria delle stringhe. Risolvere questo enigma potrebbe richiedere la necessità di un nuovo telescopio spaziale. L’agenzia spaziale giapponese, in collaborazione con la NASA e l’Università del Wisconsin, sta progettando un nuovo telescopio orbitale denominato Astro-H che dovrebbe essere lanciato nel 2015. Lo strumento sarà caratterizzato da un nuovo tipo di rivelatore nella banda X che permetterà, si spera, di misurare la riga con la migliore precisione possibile.

NASA: Mystery in the Perseus Cluster
arXiv: An unidentified line in X-ray spectra of the Andromeda galaxy and Perseus galaxy cluster
arXiv: DETECTION OF AN UNIDENTIFIED EMISSION LINE IN THE STACKED X-RAY SPECTRUM OF GALAXY
CLUSTERS 

 

Un pensiero su “Un mistero nell’ammasso di Perseo”

I commenti sono chiusi.