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La nube di gas G2: una ‘delusione’ astronomica

Un gruppo di ricercatori del Max Planck Institute in Germania hanno pubblicato un articolo in cui vengono spiegate alcune ipotesi sulla mancanza di emissione di radiazione dovuta all’interazione della nube di gas G2 con il buco nero della Via Lattea Sgr A*.

La figura illustra la simulazione della nube di gas G2 mentre si avvicina a Sgr A*. Le linee blu rappresentano le orbite delle stelle dette “S” che sono le più vicine osservabili al buco nero della Via Lattea. Credit: ESO/MPE/Marc Schartmann

La nube di gas, battezzata con la sigla G2, fu inizialmente identificata nel 2011 mentre si dirigeva verso Sgr A*, il buco nero supermassiccio che si trova al centro della nostra galassia. Gli astronomi si aspettavano l’emergere di raggi-X e di onde radio e possibilmente un aumento di radiazione nell’infrarosso proveniente da quella direzione. Nonostante ciò, mentre la nube si avvicinava al buco nero non è successo nulla. G2 ha modificato leggermente la sua forma lasciando gli astronomi, che nel frattempo si erano preparati ad assistere ad un evento unico, in una amara delusione. Nel loro articolo, i ricercatori suggeriscono che G2 è parte di un flusso continuo di materia, originatesi circa 100 anni fa da un inviluppo stellare, che ha “ha fatto la barba”, per così dire, al buco nero galattico anzichè cadervi dentro. Inoltre, essi hanno notato che G1, un’altra nube di gas individuata una decina di anni fa, ha un’orbita identica a G2 e si trova nello stesso piano. Pare che entrambe le nubi siano più di un semplice addensamento di gas dato che farebbero parte di una nube di gas ancora più grande che sta viaggiando verso il centro della Via Lattea da circa un secolo.

L’evoluzione dinamica di una nube di gas denominata G2 mentre si avvicina verso il buco nero della Via Lattea Sagittarius A*. La simulazione fa vedere come la nube potrebbe essere distorta senza cadere nel buco nero. Credit: MPE

Dunque, man mano che si avvicinano a Sgr A* esse subiscono una sorta di “spinta” dal resto del flusso e perciò proseguono senza essere disturbate. Se questo è vero, è probabile che esistano altre nubi che fanno parte di questo flusso gigantesco di materia che comunque sarà destinata un giorno ad avere un incontro ravvicinato con il buco nero della Via Lattea. Si spera, così, che una di esse possa produrre quei “fuochi d’artificio” tanto attesi dagli scienziati.

AstronomicaMens: G2’S ‘CLOSE’ ENCOUNTER WITH THE SUPERMASSIVE BLACK HOLE SGR A*
AstronomicaMens: G2 COULD REVEAL GALACTIC ‘INTERMEDIATE SIZED’ BLACK HOLES

arXiv: The Galactic Center cloud G2 and its gas streamer


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