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Un oceano ‘salato’ su Titano?

Gli scienziati della NASA che stanno analizzando i dati della sonda Cassini sul sistema di Saturno affermano di avere trovato forti evidenze che suggeriscono la presenza di un oceano ‘salato’ come le acque del Mar Morto sotto la superficie di Titano. Questi risultati emergono da una serie di analisi dati relativi ai rilievi gravimetrici e topografici raccolti dalla sonda durante i numerosi sorvoli ravvicinati sulla luna nel corso degli ultimi dieci anni.

Il guscio di ghiaccio di Titano, che ricopre un oceano ricco di sale, varia in spessore e ciò suggerisce che la crosta si trovi in fase di solidificazione. Credit: NASA/JPL/SSI/Univ. of Arizona/G. Mitri/University of Nantes

I ricercatori hanno prodotto un modello della struttura interna di Titano che fornisce nuovi indizi sul guscio di ghiaccio trovando che questa struttura è rigida ed in fase di solidificazione. Inoltre, le osservazioni suggeriscono la presenza di una elevata densità per spiegare i dati gravimetrici. Ciò indica che l’oceano è estremamente ricco di sale nel quale sono disciolti probabilmente altri composti di zolfo, sodio e potassio, una miscela che si trova in alcuni ambienti caratteristici del nostro pianeta. I dati della Cassini indicano poi che lo spessore della crosta di ghiaccio varia leggermente da zona a zona e questo può essere spiegato assumendo la parte più esterna sia decisamente rigida, come se l’oceano stesse lentamente cristallizzandosi per trasformarsi definitivamente in ghiaccio. Questo processo potrebbe influire non solo sulle condizioni di abitabilità e sullo scambio di materiale tra l’oceano e la superficie della luna ma potrebbe limitare solamente ad alcune zone l’emissione di metano nell’atmosfera, come ad esempio nel caso del punto caldo che sulla Terra ha dato origine alla catena hawaiana. Infatti, si ritiene che il metano presente sulla luna non sembra originarsi dai processi di convezione o dal riciclo della crosta di ghiaccio in seguito ai processi della tettonica delle placche. A lungo gli scienziati hanno cercato di comprendere come il metano raggiunga l’atmosfera di Titano dato che le molecole di questo gas vengono spezzate dalla luce solare su tempi scala geologicamente brevi. L’atmosfera di Titano contiene oggi circa il 5% del gas metano e ciò implica che alcuni processi, sebbene sia stato ipotizzato una origine geologica, devono rifornire continuamente il gas. Ad ogni modo, qualunque sia il processo responsabile, il rifornimento di metano rimane localizzato ed è intermittente.

NASA: Ocean on Saturn Moon Could be as Salty as the Dead Sea
Icarus: Shape, topography, gravity anomalies and tidal deformation of Titan

 

 

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http://www.nasa.gov/cassini
and
http://saturn.jpl.nasa.gov