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LHC e il bosone di Higgs: la suspense continua

Ad un anno dall’annuncio da parte dei fisici del CERN sulla scoperta di un nuovo bosone scalare le cui proprietà sembrano essere consistenti proprio con quelle della famigerata “particella di dio”, pare che i giochi non siano ancora fatti.

Senza alcun dubbio, ciò che sappiamo è che esiste in natura una nuova particella, un bosone di tipo scalare, mai osservata prima che fossero realizzati gli esperimenti presso il Large Hadron Collider (LHC), e ora occorre capire in definitiva se si tratti o meno del bosone di Higgs. L’esistenza di questa particella dovrebbe colmare una grossa lacuna del modello standard della fisica fondamentale, la teoria che descrive il comportamento e le proprietà delle particelle elementari e le forze della natura. Secondo la teoria, il bosone di Higgs è un campo di forze ‘invisibile’ che interagisce con le particelle alle quali viene conferita una determinata massa. Senza questo campo di forze, la materia composta da atomi non esisterebbe, compresi noi stessi.

Tuttavia, mentre il modello standard prevede l’esistenza di un solo bosone di Higgs, altri modelli, come ad esempio la teoria delle stringhe, prevedono l’esistenza di almeno altre cinque particelle. Ma allora la domanda è: quale di queste particelle è stata osservata?

Fino ad oggi, i dati suggeriscono che si tratti proprio del bosone previsto dal modello standard dato che la particella sembra possedere almeno due delle caratteristiche principali che ci aspettiamo per il bosone di Higgs. Infatti, secondo il modello standard, il bosone di Higgs deve avere un momento angolare, cioè “spin”, nullo e parità positiva, una proprietà che indica il comportamento nella fisica quantistica della sua immagine speculare. Ancora una volta, l’analisi dei dati indica che la particella ha effettivamente spin nullo e parità positiva. Ma nonostante tutti i dati puntino alle proprietà che caratterizzano il bosone di Higgs, è anche vero che ci sono delle discrepanze, anche se al momento i fisici le considerano poco significative. Ad ogni modo, questo mese si aspettano nuovi indizi dal meeting della European Physical Society, che si terrà a Stoccolma dal 18 al 24 Luglio, ma certamente occorreranno ulteriori dati prima di dichiarare con assoluta certezza che stiamo parlando esattamente del bosone di Higgs del modello standard. Insomma, nella scienza come sempre non si è mai in grado di provare che qualcosa sia giusto, piuttosto è più facile dimostrare che qualcosa sia sbagliato. Dunque, anche se LHC quando riprenderà le attività nel 2015 sarà in grado di rivelare particelle più pesanti, forse altri bosoni di Higgs, è probabile che al momento non arriveremo ad avere dei risultati conclusivi.

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