Un nuovo modello per ridefinire la zona abitabile

Gli astronomi che osservano le galassie alla ricerca di pianeti extrasolari vogliono capire se la vita può ancora esistere sui quei pianeti che si trovano nella cosiddetta zona abitabile dove ci si aspetta che l’acqua esista allo stato liquido e possa sostenere forme di vita aliena. Oggi, da uno studio recente condotto da un gruppo di ricercatori della Penn State University emergono nuovi strumenti d’indagine che aprono una nuova finestra verso questo campo di ricerca.

Utilizzando i dati più recenti, i ricercatori del Dipartimento di Geoscienze presso la Penn State University hanno sviluppato un modello per determinare se gli esopianeti che sono stati identificati cadono, o meno, nella zona abitabile. Il lavoro si basa su un modello precedente, sviluppato da James Kasting, e offre calcoli più accurati su come può essere trovata la zona abitabile attorno alle stelle. In realtà, i risultati suggeriscono che rispetto al modello precedente le zone abitabili si trovano molto più distanti dalla stella. Questo nuovo modello ha permesso già di ottenere risultati importanti su alcuni esopianeti che si pensava esistessero nella zona abitabile mentre invece non lo sono. Il modello sarà utilizzato per le future osservazioni spaziali che saranno condotte con i telescopi del programma Terrestrial Planet Finder per guidare gli astronomi verso la ricerca di pianeti simili alla Terra.

Penn State press release: Researchers develop model for identifying habitable zones around stars

arXiv: Habitable Zones Around Main-Sequence Stars: New Estimates
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