Il ‘rigurgito’ del buco nero della Via Lattea

Il buco nero della Via Lattea emette una quantità di energia molto bassa se paragonata alle sue dimensioni, quasi simile a quella del Sole, nonostante la sua massa sia circa 4 miliardi di volte superiore.

Tuttavia, gli astronomi hanno notato che quasi una volta al giorno, il buco nero entra in azione emettendo un breve burst di radiazione prima di ritornare ad una situazione di normalità. Non è ancora chiaro che cosa stia causando questi flare e gli scienziati stanno cercando di definire il loro andamento periodico in modo da comprendere, in generale, come evolvono i buchi neri supermassicci. Oggi, grazie ad una serie di osservazioni condotte con l’osservatorio per raggi-X Chandra, un gruppo di ricercatori del MIT, dell’Università di Amsterdam e dell’Università del Michigan hanno rivelato l’emissione più luminosa mai osservata da Sagittarius A*. Questo flare è 150 volte più brillante rispetto alla luminosità prodotta dal buco nero in condizioni di normale attività. Gli astronomi lo hanno osservato per più di un ora prima che svanisse e ritengono che sia un segnale caratteristico associato ai buchi neri più evoluti. Insomma, pare che queste improvvise emissioni di alta energia siano legate ad una sorta di ‘rigurgito’ da parte del buco nero che non riesce a consumare, per così dire, quell’eccesso di materia che cade verso il suo centro dal disco di accrescimento. Infine, dobbiamo dire che la fisica che sta alla base di questo fenomeno rimane ancora un mistero che gli scienziati tenteranno di svelare con ulteriori osservazioni. “Stiamo osservando la grande fuga del gas”, spiega Frederick K. Baganoff del MIT Kavli Institute, “si perché la maggior parte del gas sfugge dal buco nero e questo non è ciò che ci aspettiamo”.

[Press release: A burst of activity in the middle of the Milky Way]

arXiv: Chandra-HETGS Observations of the Brightest Flare Seen from Sgr A*