E-ELT, il più grande telescopio terrestre verso l’esplorazione delle regioni più remote dell’Universo

Il progetto scientifico denominato European Extremely Large Telescope (E-ELT) dell’ESO è stato di recente inaugurato ufficialmente. Questo gigantesco telescopio, il cui specchio primario avrà il diametro di quasi quaranta metri, sarà costruito in Cile e si baserà su tecnologie sviluppate presso la École Polytechnique Fédérale de Lausanne (EPFL).

La struttura, costata circa 1 miliardo di euro, si ergerà a pochi metri dalla cima di Cerro Amazones, in Cile. Grazie allo specchio primario che avrà un diametro di 39,3 m, E-ELT sarà in grado di osservare stelle e galassie, sia vicine che lontane con un potere esplorativo senza precedenti. Georges Meylan, professor e direttore del laboratorio di astrofisica dell’EPFL, rappresenta la Svizzera nel comitato scientifico dell’ESO, una organizzazione intergovernativa che avrà lo scopo di costruire il telescopio nei prossimi dieci anni. Lo specchio primario sarà caratterizzato da 800 specchi posti molto vicini in modo da formare una superficie a forma di paraboloide. La struttura sarà sistemata all’interno di una cupola che sarà abbastanza grande da contenere la cattedrale di Losanna e la sensibilità del telescopio sarà almeno 100 milioni di volte superiore a quella dell’occhio umano. Certamente, l’installazione di uno strumento del genere a circa 3000 metri di quota nel deserto di Atacama non è una impresa molto semplice. Tuttavia, la posizione è eccezionale basti pensare che si hanno 340 notti all’anno senza pioggia e poi il telescopio si troverà a circa 40 chilometri dall’ESO dove lavorano i tecnici per le eventuali manutenzioni. Insomma, il progetto è appena partito e l’ESO non ha ancora deciso quale impresa avrà il compito di attrezzare il telescopio. Secondo il cronoprogramma,  l’osservatorio sarà completato per vedere la prima luce tra il 2019-2020.