La luce delle ‘prime’ stelle

Il video che voglio segnalare oggi è il quinto episodio della serie “The Hidden Universe of the Spitzer Space Telescope” che riguarda le osservazioni della radiazione proveniente dai primi oggetti che si sono formati nell’Universo.

Secondo il modello del Big Bang, materia, energia, spazio e tempo si sono originati da una enorme esplosione 13,7 miliardi di anni fa. Successivamente, lo spazio continuava ad espandersi e a raffreddarsi, riempiendosi di nubi di gas costituite principalmente da idrogenoed elio. Durante questa “epoca scura”, la gravità agì sul gas formando agglomerati e filamenti e dopo circa 400 milioni di anni le regioni più dense collassarono per dar luogo alla prima generazione di stelle. Se la prima popolazione di stelle fu caratterizzata da oggetti estremamente massicci, così come almeno si ritiene sia accaduto, essa avrebbe dovuto produrre una grande quantità di radiazione in presenza di numerose strutture. Tali oggetti sarebbero stati così brillanti ed enormi, forse fino a 1000 volte la massa del Sole, da produrre nelle loro fornaci nucleari i primi elementi più pesanti dell’Universo. Quindi, le esplosioni delle supernovae hanno fatto il resto spazzando nel mezzo interstellare questi elementi e producendo i “mattoni fondamentali” per formare i pianeti e persino gli esseri viventi. Dunque, per cercare questa popolazione primordiale di stelle sono state utilizzate immagini molto profonde con il telescopio spaziale Spitzer che ha osservato per lunghissime ore determinate regioni dello spazio mettendo in evidenza ciò che non è possibile realizzare con gli altri strumenti. Insomma, gli astronomi hanno potuto spingersi indietro nel tempo, fino a qualche miliardo di anni dopo il Big Bang, osservando la luce associata alla prima generazione di stelle di grande massa o, forse, a quella dovuta al gas super riscaldato che è stato successivamente attirato dal campo gravitazionale dei primi buchi neri.

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