Energia scura, il telescopio spaziale Hubble esclude l’ipotesi dei ‘vuoti cosmici’

Credit: NASA/HST

Grazie agli ultimi dati ottenuti con il telescopio spaziale Hubble, gli astronomi hanno determinato ancora una volta il tasso di espansione dell’Universo con un livello di precisione senza precedenti escludendo così una delle ipotesi alternative che tentano di spiegare la natura dell’energia scura.

L’Universo si espande ad un ritmo vertiginoso. Si ritiene che ciò sia causato dalla presenza di una misteriosa forma di energia, denominata energia scura, che si oppone agli effetti di natura attrattiva dovuti alla gravità. Una delle ipotesi alternative suggerisce che la Via Lattea si trovi all’interno di una gigantesca “bolla cosmica” che si estende per circa 8 miliardi di anni-luce all’interno della quale lo spazio è relativamente vuoto. Se assumiamo di vivere in prossimità del centro di questo vuoto allora noteremo che le galassie si allontanano con velocità estremamente elevate ma solo per un effetto di pura illusione. Secondo questo modello, la “bolla” che è caratterizzata da una densità molto bassa, si espanderebbe più velocemente rispetto allo spazio circostante simulando perciò gli effetti dell’energia scura. Ma questa ipotesi richiede che il tasso di espansione dello spazio sia molto più piccolo di quanto misurato, cioè dell’ordine di 60-65 Km/sec/Mpc, andando così in contrasto con i nuovi dati ottenuti dal telescopio spaziale Hubble. Non solo, ma l’ipotesi della “bolla cosmica” implica che ci troviamo quasi al centro dello spazio vuoto e la probabilità che sia così è dell’ordine di una su un milione. Dunque, questa ipotesi è stata scartata dai nuovi dati ottenuti da Adam Riess, dello Space Telescope Science Institute (STScI) e della Johns Hopkins University, a Baltimore, che ha condotto le osservazioni guidando il gruppo SHOES (Supernova Ho for the Equation of State) al fine di rideterminare con maggiore precisione la costante di Hubble e caratterizzare meglio le proprietà dell’energia scura. I risultati delle osservazioni hanno permesso di raggiungere un livello di precisione senza precedenti, dell’ordine del 3,3 percento, sul tasso di espansione dell’Universo ottenendo così un valore della costante di Hubble di 73,8 Km/sec/Mpc. Determinare perciò con elevata precisione il valore del tasso di espansione dell’Universo permette di porre dei limiti stringenti agli effetti dell’energia scura e scartare ipotesi alternative che tentano di spiegare la sua natura.