Il Sole era più ‘grasso’ da giovane

Credit: NASA

I modelli che descrivono l’evoluzione stellare suggeriscono che il Sole doveva essere molto più “debole” durante le sue fasi primordiali ma ciò sembra essere in contrasto con alcuni modelli del clima terrestre che non spiegano come mai la Terra non abbia subito un processo, per così dire, di congelamento. Una soluzione alternativa, che attualmente è in fase di studio, è quella di assumere una ipotesi alternativa in base alla quale il Sole fu inizialmente un pò più ‘grasso’, per così dire, e quindi un pò più luminoso, di quanto ci si aspetta dai modelli. Di solito, le stelle tendono ad incrementare la loro luminosità man mano che invecchiano e ciò è dovuto al fatto che il nucleo diventa più denso e più caldo nel corso del tempo. Assumendo che il Sole abbia seguito lo stesso percorso evolutivo si può stimare che 4,5 miliardi di anni fa esso doveva essere almeno un 30% più debole.

Si tratta di un paradosso dato che le temperature superficiali sulla Terra e su Marte avrebbero dovuto far congelare l’acqua degli oceani” spiega Steinn Sigurdsson della Penn State University. Ciò vuol dire che c’erano temperature glaciali? Non proprio perché le rocce terrestri più antiche indicano che 4,4 miliardi di anni fa il nostro pianeta possedeva già gli oceani mentre su Marte c’erano condizioni meteo caratterizzate da calore e umidità. Per risolvere questo paradosso, negli ultimi 25 anni gli scienziati hanno sempre considerato il caso di “togliere” il Sole dalla curva standard dell’evoluzione stellare. Partendo così da una situazione diversa e possedendo una massa maggiore, il Sole delle origini doveva essere abbastanza brillante per mantenere l’acqua degli oceani della Terra e di Marte allo stato liquido. In questo modo, per ritornare nel suo percorso standard evolutivo, si ipotizza che il Sole fu caratterizzato da un enorme vento solare che eliminò via il suo eccesso di massa riportandolo così al suo ‘peso forma’ grazie ad una ‘dieta naturale’.