LUX, il rivelatore più sensibile per lo studio della materia scura

Uno dei più grandi enigmi ancora aperti della cosmologia moderna potrebbe avere, per così dire, le ore contate. Sì perchè da qualche giorno i ricercatori del Sanford Underground Laboratory hanno cominciato a posizionare il rivelatore Large Underground Xenon (LUX) presso una caverna situata nella miniera, oggi chiusa, di Homestake Gold Mine in Lead nel Sud Dakota. Naturalmente, la scelta di porre sottoterra un tale rivelatore è dovuta al fatto che le particelle che compongono la materia scura vengono schermate dalla presenza della radiazione cosmica che può interferire durante il processo di misura. A quanto pare, si tratta dell’esperimento dotato della sensibilità più elevata se confrontata con quella dei vari rivelatori sparsi sul globo.

Gli scienziati che fanno parte del gruppo di ricerca sono molto fiduciosi in quanto ritengono che verso la fine dell’anno, cioè a partire da Dicembre quando il rivelatore comincerà a raccogliere i primi dati, si avrà un altro risultato importante simile a quello annunciato di recente dagli esperimenti di LHC sul bosone scalare (vedasi questo post). “Uno dei problemi più grossi è quello di rivelare la materia scura”, spiega Tom Shutt, un fisico della Case Western Reserve University e che lavora al progetto LUX. “Se saremo in grado di capire di cosa si tratta, allora faremo un grande passo in avanti verso la comprensione della fisica”. Certamente, scoprire di che cosa è fatta la materia scura avrà delle implicazioni di vitale importanza dalle quali ci aspettiamo di avere delle risposte su come mai viviamo oggi in un Universo dominato da materia piuttosto che dall’antimateria. Insomma, la strada che stiamo cercando di percorrere ci sta portando verso la comprensione di quelle che sono le componenti fondamentali che costituiscono il nostro Universo.

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