M42, ancora sorprese dalla nebulosa di Orione

Questa nuova immagine della nebulosa di Orione è stata realizzata utilizzando la Wide Field Imager camera del telescopio di 2,2m MPG/ESO dell’osservatorio di La Silla, in Cile. Si tratta di una composizione di diverse esposizioni ottenute attraverso cinque filtri differenti con un tempo di esposizione di circa 52 minuti per ogni filtro.
Credit: ESO e Igor Chekalin

La nebulosa di Orione, nota anche come Messier 42, è uno degli oggetti celesti più studiati e facilmente riconoscibile. Si tratta di una struttura enorme e complessa di gas e polveri dove si stanno formando nuove stelle. Il gas è talmente luminoso che può essere osservato ad occhio nudo. Nonostante la nebulosa non sia molto distante dalla Terra, c’è ancora tanto da studiare. Ad esempio, è stato solo nel 2007 che si è trovato che la nebulosa si trova ad appena 1350 anni-luce, anziché 1500 anni-luce rispetto a quanto pensato in precedenza. Gli astronomi dell’ESO hanno scoperto che le deboli nane rosse che si trovano nella nebulosa e che sono associate alla presenza d gas, emettono molta più radiazione e questo ci dà ulteriori informazioni su uno dei più noti e affascinanti oggetti del cielo.

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