Quando due buchi neri ‘collidono’

Un gruppo di ricercatori utilizzeranno i supercomputer più veloci, che sono attualmente disponibili in Europa, per verificare alcuni principi della teoria della relatività nel caso in cui due buchi neri collidono.

E’ ciò che faranno alcuni scienziati esperti di onde gravitazionali che si sono assicurati quasi 20 milioni di ore di tempo per simulare e studiare alcuni eventi tra i più violenti nell’Universo: la collisione di due buchi neri. I ricercatori utilizzeranno circa duemila processori nel corso del prossimo anno e tenteranno di risolvere alcune equazioni della relatività generale. Lo scopo finale delle simulazioni sarà l’osservazione diretta del processo di collisione di due buchi neri e la conseguente emissione di onde gravitazionali. Le onde gravitazionali, previste da Einstein circa un secolo fa, non sono state mai rivelate. Esse vengono generate da corpi celesti di grande massa quando vengono accelerati, ad esempio nel caso di due buchi neri che si trovano in orbita l’uno attorno all’altro, come nel caso del moto accelerato delle cariche elettriche che emettono onde elettromagnetiche che emettono luce o di onde radio, con la sola importante differenza che le onde gravitazionali sono estremamente deboli. La simulazione permetterà di capire la fisica che sta alla base di questi processi estremi, come ad esempio la formazione di eventuali oggetti esotici o le singolarità nude. Gli scienziati sperano di verificare se la teoria di Einstein sia corretta o se la teoria stessa predice ulteriori processi ancora sconosciuti che caratterizzano la natura stessa dello spazio e del tempo. Questi studi saranno realizzati mediante le macchine della PRACE Research Infrastructure che fornisce attualmente tre classi di supercomputer veloci ognuno dei quali è in grado di elaborare 1 Petaflop di dati, cioè un migliaio di miliardi di operazioni matematiche al secondo. La prima macchina chiamata Jugene, che si trova in Germania e che è già operativa dal 2010, è stata affiancata agli inizi del 2011 da Curie, la macchina francese, mentre il sistema Hermit ancora in Germania è operativo da questo mese. Altri computer che faranno parte del progetto sorgeranno in Germania, in Spagna e anche nel nostro paese.

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