Archivi categoria: Astrofisica

Andromeda

Andromeda risulta più ‘pesante’ della Via Lattea

Uno studio realizzato da un gruppo internazionale di astronomi guidati dai colleghi della University of British Columbia ha permesso di “pesare” la Via Lattea e Andromeda, scartando così l’ipotesi secondo cui le due galassie avrebbero massa simile dato che si riteneva avessero una dimensione ed una struttura confrontabile. I risultati della ricerca suggeriscono che Andromeda è circa due volte più ‘pesante’ della nostra galassia.

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L’importanza degli oceani per la vita aliena

Alcuni ricercatori della University of East Anglia (UEA) hanno condotto una serie di studi allo scopo di capire come si può sviluppare la vita sugli altri pianeti. I risultati suggeriscono che gli oceani rappresentano un fattore di vitale importanza per caratterizzare le condizioni climatiche sui pianeti simili alla Terra.

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Un ‘abbraccio cosmico’ di una famiglia di stelle

In questa nuova suggestiva immagine ottenuta dall’osservatorio dell’ESO, si possono ammirare stelle giovani disposte come in una sorta di “abbraccio cosmico” mentre sullo sfondo il panorama è dominato da nubi di gas e strisce di polvere. L’ammasso stellare, noto come NGC 3293, era probabilmente solo una nube interstellare circa dieci milioni di anni fa, ma appena le stelle hanno iniziato a formarsi è divenuto un gruppo di stelle brillanti che vediamo oggi. Ammassi come questi sono laboratori celesti che permettono agli astronomi di capire meglio come evolvono le stelle.

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Una supernova di tipo Ia si ha quando una nana bianca accresce materia da una stella compagna finchè essa supera il limite di Chandrasekhar e quindi esplode. Studiando queste esplosioni stellari, gli astronomi sono in grado di misurare l'energia scura e l'espansione dell'Universo. I ricercatori del CfA hanno trovato un modo per correggere piccole variazioni di luminosità apparente da queste supernovae in modo che esse siano considerate ancora di più candele standard. La chiave di questo metodo sta nel classificarle in base al loro colore. 

Credit: Justyn R. Maund (University of Cambridge)

PSR J1023, si ‘accende’ una pulsar

Nel mese di Giugno del 2013, il satellite Fermi rivelò una variazione drammatica mai osservata prima in un sistema stellare binario peculiare contenente una stella di neutroni in rapida rotazione. I “radio fari” della pulsar scomparvero e allo stesso tempo l’emissione di alta energia sotto forma di raggi-gamma aumentarono di un fattore cinque. Continua a leggere
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Physics of Neutron Stars

This will be the 10th gathering on neutron star physics in Saint Petersburg (after those in 1988, 1992, 1995, 1997, 1999, 2001, 2005, 2008, and 2011). In 2014 the conference will commemorate the 100th birthday of Yakov Borisovich Zel’dovich (1914—1987), the famous Soviet physicist and astrophysicist. The conference will cover all major topics of observations and theory of neutron stars, including rotation powered pulsars, pulsar emission mechanisms, pulsar wind nebulae, magnetars, isolated cooling neutron stars, central compact objects, accreting X-ray pulsars (particularly, millisecond pulsars), neutron stars in low-mass X-ray binaries, X-ray bursts, equation of state, structure and evolution of neutron stars, mechanisms of supernova explosions and neutron star mergers.

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Characterizing Planetary Systems Across the HR Diagram

The University of Cambridge Institute of Astronomy will host a 5 day scientific meeting to further our understanding of the formation and evolution of planetary systems. The meeting will focus on the full lifetime of planetary systems, from pre- to post-main sequence host star stages, and the connections that can be made by viewing these evolutionary stages as parts of a whole. In this way, the program aims to provide an integrative approach rather than focusing on each stellar stage separately. Continua a leggere

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AGN vs star formation: the fate of the gas in galaxies

How is AGN activity connected to star formation? This remains one of the key unsolved questions in astronomy and cosmology. Both processes are efficiently driven by a cold gas supply and we therefore may expect a loose connection. However, a slew of empirical and theoretical evidence suggest an unexpectedly tight symbiotic link between AGN activity and star formation, whereby the fuelling and regulation of one process is dictated by the other. The effectiveness of this fuelling and regulation and (most crucially) whether it is predominantly dictated by AGN activity or star formation is a matter is intense debate, and has important implications for the growth of galaxies and black holes over cosmic time.

The objective of this international workshop is to bring together observers and theorists to discuss the connection between AGN activity and star formation on small (<100 pc), large (~0.1-10 kpc), and cosmological scales to address the following key questions:

  • What evidence is there for a symbiotic connection between AGN activity and star formation?
  • What physical processes drive gas into the centre/how does AGN and star formation compete for cold gas?
  • How does star formation control AGN activity?
  • What impact does AGN activity have on star formation?
  • How different would the Universe look without AGNs?
  • What key tests and observations do we need to make progress in the field?

Poster of the workshop

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Dense Cores: Origin, Evolution, and Collapse

Dense cores are the molecular cloud structures that spawn low-mass stars, and perhaps massive stars as well. Given their pivotal role, many in the star formation community have devoted considerable energy to studying them, both observationally and theoretically. This three-day meeting will bring together researchers working at the forefront of this exciting area. We envision an informal and highly interactive workshop, with much time devoted to lively group discussion.

Andromeda

Le orbite coerenti delle galassie nane: un fenomeno universale?

Il fatto che non esistano tante galassie nane distribuite come uno sciame d’api attorno a quelle più grandi ma che invece “danzino”, per così dire, su orbite ordinate a forma di disco rappresenta una sfida alle nostre conoscenze su come si è formato ed evoluto il nostro Universo. Oggi, un gruppo internazionale di astronomi, che include tra gli altri Geraint Lewis dell’University of Sydney’s School of Physics, hanno pubblicato i risultati di uno studio che sembra, però, contraddire il modello cosmologico standard.

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neutrinos

Nessuna concordanza cosmologica con i neutrini ‘massicci’

Secondo il modello standard della fisica fondamentale, è noto che i neutrini, detti anche “particelle fantasma” per il fatto che essi interagiscono a mala pena con la materia, non hanno massa. Nonostante esistano tutta una serie di evidenze sul fatto che la loro massa non sia esattamente zero, essa rimane incerta non essendo stata misurata definitivamente. Si ritiene che i neutrini costituiscano una frazione, piccola ma importante, dell’enigmatica materia scura che rappresenta il 90% della massa di una galassia. Dunque, il fatto di modificare il modello cosmologico standard in modo tale da includere i neutrini massicci non permette di spiegare tutte le osservazioni contemporaneamente. Questa è, in breve, la conclusione a cui arrivano un gruppo di tre ricercatori i cui risultati sono stati pubblicati su Physical Review Letters.

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